Giovedì 27 e Venerdì 28 aprile 2023- La Pelanda, Mattatoio

Ore 18:00, Teatro 1

Prova aperta

Il Male Sacro di Massimo Binazzi

saggio del III anno di recitazione del Diploma Accademico di I Livello, regia di Antonio Latella

 

Interpreti: Ilaria Arnone, Jacopo Carta, Vanda Colecchia, Eny Cassia Corvo, Leonardo Della Bianca, Chiara Di Lullo, Leonardo Di Pasquale, Luca Ingravalle, Fabiola Leone, Paolo Madonna, Federico Nardoni, Fausto Stefano Mario Peppe, Maria Vittoria Perillo, Domenico Pincerno, Michele Scarcella, Maria Grazia Trombino, Teresa Vigilante, assistenti alla regia: Consuelo Bartolucci, Fabio Faliero, Enrico Torzillo Scene e Costumi Graziella Pepe – Movimenti Francesco Manetti, Suono e musiche Franco Visioli, Luci Simone De Angelis, Organizzazione Brunella Giolivo.

Ripresa della scenografia dello spettacolo “In cerca d’autore” diretto da Luca Ronconi, di Bruno Buonincontri.

Lo spettacolo debutterà in prima nazionale il 7 luglio 2023 al 66° Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Il Male sacro, quello che gli antichi definivano tale, è quell’epilessia che assale il corpo e lo scuote, ma anche quell’epilessia che assale la terra e la scuote, la fa tremare, la annienta portandosi via civiltà e inciviltà. Quell’epilessia che ci rimette a contatto con una lingua violentata, quella di Binazzi. Un viaggio in una lingua evocativa, colma di mistero, spezzata e a tratti resa macerie e cenere; una lingua allucinata, dove l’andamento del testo crea una sorta di viaggio medianico all’interno del quale i ricordi diventano memoria, quadri di una Via Crucis di una famiglia fagocitata dal potere politico, dalla tensione di un’Italia corrotta nelle radici governative. Una Italia fanalino di coda dell’Europa o porta spalancata all’Europa, il tacco del grande stivale. Un affresco storico che viene costruito come un’evocazione degli spiriti, una sorta di seduta spiritica che rende allucinata ogni battuta; si muta in una lingua di serpente che perde la pelle e si mimetizza nascondendo verità incestuose camuffate in un andamento neorealistico che si abbandona ad aperture melò e favolistiche, fino a prendere il corpo tragico di una moderna tragedia che non si fa mai contemporanea. Consegnare questo materiale al terzo anno dell’Accademia Silvio d’Amico significa mettere in mano ad ogni allievo una materia da plasmare perché venga abitata dall’essere loro stessi materia viva. Le battute diventano fatto artistico e non recitativo. La possibilità di avvicinarsi ad un rituale arcaico, che faccia dell’atto epilettico un avvicinamento all’estasi, dove si restituisce alla parola un corpo senza genitali; un’opera la cui identità artistica è la non identità. Un viaggio tra prosa e narrativa, in quella che sembra essere una forma di romanzo teatrale, purtroppo per troppo tempo dimenticata. Una sorta di corpo di ballo classico che si fa tamburo e si lascia percuotere creando una partitura ritmica che cerca di ritrovare la classicità in una riscrittura sciamanica di una partitura primordiale, blasfema e pagana. Quattro quadri, quattro immersioni in stili di narrazione completamente diversi, quattro linguaggi teatrali prepotenti nel loro essere ricordo e quindi mai reali memorie, rievocati come miraggi allucinati di una mente – deserto che innalza il proprio male al sacro, quella dell’autore e delle sue protagoniste, eroine di un regno arcaico che si annienta piuttosto che consegnarsi al nemico invasore.

Una taranta antica, dove la luce è una fiamma di un cero accesa ad una Madonna che spia il sacro e il profano di corpi che si sfidano come perle nere, rosario snocciolato da mani incartapecorite da un tempo che ha smesso di essere logico e consequenziale. Pazzia antica, di una famiglia di Atridi di quella ellenica Calabria che non vuole e non vorrà mai essere omologata ad una italianità troppo spesso figlia di un Atena clonata da un’idea di Ragione, ma in verità nata nei dolori del parto e non dalla testa di Zeus Padre. Rito laico ad un Dio troppo umano per essere divino. Gli attori allievi inseguono in coro un pifferaio magico, che in groppa ad un cavallo rubato al governo preferisce andare verso il mare piuttosto che verso la terra ferma.

La terra trema… la penisola laica che tutti anelavano resta un miraggio di chi non ha voluto genuflettersi alla religione dei governanti, figli di un Dio minore, la cui madre si è fatta corruzione e mafia. Pregare non ci salverà, se la preghiera ci rende servi del potere e mai oppositori (Antonio Latella)

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al seguente link:

PRENOTAZIONE PER Giovedì 27 aprile 2023- La Pelanda, Mattatoio Ore 18:00, Teatro 1

PRENOTAZIONE PER Venerdì 28 aprile 2023- La Pelanda, Mattatoio Ore 18:00, Teatro 1

 

 

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Prova aperta

Il supermaschio, regia di Marco Corsucci

Giovedì 27 Ore 19:00, Foyer 2

Tutor del progetto: Antonio Latella

Interprete: Andrea Dante Benazzo

Dramaturg: Federico Bellini Scena: Giuseppe Stellato Luci: Simone De Angelis Suono: Federico Mezzana Video: Igor Renzetti Consulenza costumi: Graziella Pepe Fonico: Akira Callea Scalise Sarta di scena: Loredana Spadoni Direttore di Scena: Alberto Rossi

L’amore è un atto senza importanza perché lo si può fare all’infinito. Così si apre “Il Supermaschio” di Alfred Jarry. A lanciare questa provocazione è André Marcueil, protagonista del romanzo, il quale – divertendosi a portare alle estreme conseguenze un paradosso – invita un pubblico di “intimi ma soli uomini” ad assistere a una performance sessuale in cui tenterà di battere l’assurdo record di settanta coiti in ventiquattr’ore.

Attraverso un meccanismo voyeristico, chi guarda diviene l’oggetto principale della nostra ricerca. Lo spettatore sarà messo al centro della performance col fine di indagare la relazione tra sguardo, potere e maschile.

Lo spettacolo è vincitore “ex-equo” del Premio Andrea Camilleri 2022, indetto dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e debutterà in prima nazionale il 30 giugno 2023 al 66° Festival dei Due Mondi di Spoleto

Lo spettacolo è adatto ad un pubblico adulto

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al seguente link:

PRENOTAZIONE PER Il supermaschio, regia di Marco Corsucci – Giovedì 27 ore 19:00, Foyer 2

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Prova aperta

Parole Morte Comunque, regia di Diego Parlanti

Venerdì 28 Ore 19:00, Foyer 2

Tutor del progetto: Antonio Latella

Scritto e diretto da: Diego Parlanti

Interpreti: Matilde Bernardi, Chiara Ferrara, Federico Fiocchetti, Diego Parlanti

Dramaturg: Federico Bellini Scena: Giuseppe Stellato Video: Igor Renzetti Suono e musiche: Federico Mezzana Luci: Simone De Angelis Fonico: Akira Callea Scalise Costumi: Diego Parlanti Consulenza costumi: Graziella Pepe Assistente costumista: Caterina Rossi Sarta di scena: Loredana Spadoni Direttore di Scena: Alberto Rossi

Parole Morte Comunque è la storia di una triplice condanna: una storia d’amore e morte; è e non è la storia di un non-matrimonio; è una storia condannata a rimanere incisa su pellicola. Parole Morte Comunque è una sceneggiatura originale per un film in presa diretta. La storia che viene raccontata è quella di un presunto matrimonio tra Kamon, la sposa, e Mark, lo sposo. Con loro ci sono Mike, il prete e Ratree, damigella e sorella della sposa. La scrittura prende spunto dal film d’exploitation, un genere divenuto popolare negli anni Settanta e Ottanta del quale sentiamo ancora oggi l’influenza. Film come The Untold Story di Herman Yau, A Serbian Film di Srđan Spasojević e Pulp Fiction di Quentin Tarantino sono solo alcuni esempi di come il genere si sia evoluto nel corso del tempo. Il film, che viene realizzato live, in diretta, ha infatti tutti gli elementi che caratterizzano il genere in questione: un linguaggio volutamente spiazzante e volgare che tocca temi come la morte, la fede, Dio e l’amore. Questo genere di film pone l’accento sulla sensazionalità, la violenza, la crudeltà dell’essere umano, compiendo un atto di tradimento della finzione sociale necessario per generare un cortocircuito utile ad analizzarci in profondità, onestamente.
Siamo costantemente circondati da immagini che trasudano orrore, video di persone torturate, uccise, programmi tv che raccontano le stragi più cruente dei killer più spietati, telegiornali dove c’è spazio solo per la cronaca nera. Perché abbiamo bisogno di questo piatto di viscere e budella? Perché non ne siamo mai sazi? Qual è il motivo per cui fremiamo di fronte alla violenza e alla morte e ne vogliamo vedere e sentir parlare sempre di più?
Per cercare di rispondere a queste domande è stato necessario ideare un dispositivo scenico che garantisse un doppio punto di vista sulla storia raccontata: quello di chi ama il brivido di prendere parte alla finzione e quello del voyeur che non rinuncerebbe per niente al mondo al brivido dell’immedesimazione.

Lo spettacolo è vincitore “ex-equo” del Premio Andrea Camilleri 2022, indetto dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e debutterà in prima nazionale il 2 luglio 2023 al 66° Festival dei Due Mondi di Spoleto

Lo spettacolo è adatto ad un pubblico adulto

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al seguente link:

PRENOTAZIONE PER Parole Morte Comunque, regia di Diego Parlanti – Venerdì 28 ore 19:00, Foyer 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutte le date
La Pelanda, Mattatoio
  • 27 Aprile 2023 - ore 18:00
  • 27 Aprile 2023 - ore 19:00
  • 28 Aprile 2023 - ore 18:00
  • 28 Aprile 2023 - ore 19:00