L’OROLOGIO AMERICANO

di Arthur Miller

 

traduzione Cristina Viti

 

regia Elio De Capitani

 

con le attrici e gli attori gli attori della Compagnia dell’Accademia: Angelica Barelli, Alessandro Buono, Melissa Del Carmen Cahigan, Chiara Casarin, Laura Cestaro, Flavio D’Andrea, Edoardo De Padova, Anna Demichelis, Luca Duarte Di Gangi, Vittorio Maria Mearelli, Giorgio Petrotta, Gabriele Pizzurro, Caterina Rugghia, Pietro Saccomani, Nicola Tagliatori, Chiara Tognarini, Chiara Trombini, Nicola Vantaggi

 

scene e costumi Carlo Sala

musiche originali e arrangiamenti Mario Arcari eseguite dal vivo

luci Nando Frigerio

suono Hubert Westkemper

assistente alla regia Alessandro Frigerio

allievi assistenti alla regia Alessia Giglio e Gennaro Madonna

assistente scene e costumi Ambra Santanicchio

costruzione scene Tommaso Frigerio

scene e costumi realizzati dal Teatro dell’Elfo con la collaborazione degli allievi dell’Accademia di Brera: scenografi stagisti Giada Genoni, Martina Mazzoleni, Fabio Sciacca, Sofia Villapiano, Shujin Zhao

sarti stagisti Lorenzo Talamonti, Aurora Torre, Chiara Cavazza, Benedetta Bodini

maschere realizzate dalla classe di trucco e maschera dell’Accademia di Brera della prof.ssa Donatella Mondani

foto di scena Manuela Giusto

co-produzione Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Teatro dell’Elfo

 

Nel 1927, all’apice del boom, ho letto la notizia che la Società Aeronautica Wright aveva in costruzione l’aereo con cui Lindbergh avrebbe fatto la traversata dell’Atlantico. Così ho comprato le azioni della Wright. Bene, quelle azioni sono salite da uno a sessantasette nel giro di una mattinata. E fu quel giorno che io smisi di credere nel boom permanente: solo un’illusione si può moltiplicare per sessantasette in tre ore. Quel giorno stesso ho iniziato a uscire dal mercato. Nel giro di due anni, tutto andò a catafascio.

(Arthur Robertson in L’orologio americano)

Elio De Capitani sceglie ancora Arthur Miller per parlarci di noi e di oggi, spostando l’attenzione dai suoi capolavori più noti (Morte di un commesso viaggiatore ed Erano tutti miei figli che ha già affrontato) al suo testo più innovativo. L’orologio americano, composto nel 1980, aspira a un’originale forma di teatro totale, che risente della lezione di Brecht – sia quello espressionista dei primi drammi che agli sviluppi successivi del teatro epico – per portarla verso esiti totalmente inediti, ispirandosi a un genere teatrale tipicamente americano, il vaudeville. È un testo corale e perfetto per mettere alla prova la giovane Compagnia dell’Accademia, formata da attori e attrici che hanno appena concluso il percorso di studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.

 

Dalle note di regia di Elio De Capitani

Per incarnare la mia visione di quest’opera, la più aperta e sperimentale di Miller, ho subito pensato a un circo, tra Brecht e Fellini, un nuovo teatro-circo per quest’epoca di accelerazioni brutali. Sotto la maschera di un clown, l’uomo si mostra nella sua sempre vulnerata grandezza. Dietro al ghigno di un ambiguo maestro di cerimonie, come nel Kit-Kat Club del film Cabaret di Bob Fosse, l’uomo mostra il suo lato mefistofelico.

Miller ci porta nel pieno della Grande Depressione e della crisi che investe l’America nel 1929. Rispetto ai testi precedenti, qui allarga il campo del suo racconto: il ring delle azioni non è circoscritto alla famiglia americana, ma guarda all’intero paese, da Brooklin alle pianure dell’Iowa, dalle sponde del Mississippi a quelle dei grandi laghi in Michigan.

La famiglia Baum – che è lo specchio di quella di Arthur Miller – un tempo benestante, vede restringersi i propri privilegi e scivola progressivamente nell’indigenza, dopo che il capofamiglia perde il lavoro. La sua storia è raccontata intrecciando i ricordi del giovane figlio e di Arthur Robertson, un uomo di affari che è scampato al collasso finanziario prevedendo gli esiti della grande bolla che ha trascinato il Paese nella più grave crisi economica e sociale conosciuta sino ad allora. I due evocano e mettono in scena una girandola di decine di personaggi, una folla proveniente dai più diversi contesti sociali, un grande affresco corale: la società stessa diventa protagonista e con essa la sua responsabilità nei confronti dell’individuo e quella del potere politico ed economico nei confronti della collettività.

 

dal 14 al 18 ottobre 2026 Teatro Vascello Roma

L’OROLOGIO AMERICANO

 

 

dal 23 ottobre al 1 novembre 2026 Teatro Elfo Puccini Milano

https://www.elfo.org/spettacoli/2026-2027/l-orologio-americano.htm

 

 


Tutte le date
Teatro Vascello Roma - Teatro Elfo Puccini Milano
  • 14 Ottobre 2026 - ore 21:00
  • 15 Ottobre 2026 - ore 21:00
  • 16 Ottobre 2026 - ore 21:00
  • 17 Ottobre 2026 - ore 19:00
  • 18 Ottobre 2026 - ore 17:00
  • 23 Ottobre 2026 - ore 19:30
  • 24 Ottobre 2026 - ore 19:30
  • 25 Ottobre 2026 - ore 16:00
  • 27 Ottobre 2026 - ore 20:00
  • 28 Ottobre 2026 - ore 20:00
  • 29 Ottobre 2026 - ore 20:00
  • 30 Ottobre 2026 - ore 20:00
  • 31 Ottobre 2026 - ore 20:00
  • 1 Novembre 2026 - ore 16:00