Lisistrata di Aristofane
Traduzione adattamento e regia Giovanni Greco
Musiche Daniela Troilo
con gli allievi e le allieve del II anno del corso di recitazione e regia
Maria Stella Adario, Anna Auricchio, Marco Bezzicheri, Claudia Conte, Giorgia De Simone, Giada Maria Goglia, Dario Latini, Jacopo Liberati, Lorenzo Marra, Emma Pernarella, Costantino Ricci, Veronica Ricci, Samantha Scrivere, Simone Romano Testarmata
Elementi di scena e costumi Laura Giannisi
Foto di scena Michele Calocero
Con Lisistrata Aristofane mette in scena nel 411 a. C. lo sciopero sessuale e l’occupazione dell’Acropoli di Atene da parte delle donne ateniesi allo scopo di ottenere la fine della guerra che gli uomini, spartani e ateniesi, portano avanti ormai da vent’anni, da quando è iniziata la fatale Guerra del Peloponneso nel 431 a. C. Dopo varie peripezie ed equivoci, l’astinenza sessuale e l’impossibilità di accedere al tesoro custodito proprio sull’Acropoli per finanziare nuove imprese belliche indurranno gli uomini a desistere e a stipulare una pace duratura tra tutti i Greci. L’utopia immaginata da Aristofane, il rovesciamento dei ruoli, la ricerca di una soluzione ad una crisi politica ed etica che pare irresolubile ci interroga ancora oggi. Ma lo fa nell’unica forma possibile ai nostri giorni: quella dell’epifania dell’osceno, del comico, del corpo e dei suoi desideri, del carnevale che relativizza ogni certezza e sovverte i valori consolidati. Nella beffa, nella critica trasversale ad ogni assoluto, nella celebrazione del piacere erotico di tutti e di ognuno, si prospetta una nuova possibilità di convivenza umana e politica che ride dei suoi totem e delle sue ipocrite gerarchie, che non distingue tra bene pubblico e bene privato, che riafferma una nuova uguaglianza tra i generi e tra le età, esorcizzando la pena della mortalità del singolo nella gioia comune (effimera ma straordinaria) del carpe diem, della festa dei sensi, del teatro.