DOTTORATO DI RICERCA
XLI CICLO
TEATRO DELLA REALTÀ – ARTI PERFORMATIVE E NUOVI MEDIA
Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”
Teatro di Roma – Teatro Nazionale
Coordinatore del corso Francesco Manetti
Dottorando Mario Scandale
Fame – The Apple is on the table
Progetto e Regia Mario Scandale
Dramaturg Giulia Bartolini
Con
Stefano Macciocca
Andrea Pizzalis
Livia Rossi
Scene e Costumi Eleonora Ticca
Light Design Camilla Piccioni
Sound Design Federico Mezzana
Direttore di scena Alessio Pascale
Foto Manuela Giusto
Riprese video Carlo Fabiano
È ancora possibile scrivere una tragedia oggi?
Da questa domanda nasce il primo studio di dottorato di Mario Scandale, un lavoro che mette in scena il regista stesso e la sua ricerca.
In palcoscenico però non c’è Mario, ma un attore che dichiara di non esserlo. Non c’è Ettore, il ragazzo di un video trovato per caso durante una ricerca sul mito, ma un altro attore che ne racconta la storia. Accanto al Regista c’è la Drammaturga, voce critica e contrappunto costante, anch’essa interpretata da un’attrice: quella che dubita, che chiede conto delle scelte prima ancora che vengano fatte, che monitora, prova a ingabbiare.
Al centro della ricerca c’è un corpo anoressico quasi immaginato; c’è il mito di Tantalo, condannato ad una fame perenne; c’è una ricerca artistica disposta a divorare tutto pur di soddisfare la sua stessa fame. Il tutto interroga un tema più ampio: cosa resta oggi dei corpi, quando li conosciamo prima attraverso uno schermo? Cosa significa avvicinarsi a una storia vera abbastanza da poterla raccontare? E cosa succede quando quella vicinanza diventa eccessiva?
Tra il Regista e il giovane Ettore si costruisce un rapporto ambiguo, fatto di incontri, domande e silenzi, in cui la ricerca artistica scivola continuamente nell’ossessione personale, e viceversa.
FAME si costruisce come un dispositivo di scatole cinesi, in cui la drammaturgia attraversa scene scritte e materiale umano reale, continuamente rimaneggiato e reinserito all’interno della rappresentazione, attraversando codici, luoghi, possibilità differenti. L’interpretazione stessa viaggia tra finzione e realtà, tra apertura e chiusura, nel tentativo continuo di trovare una verità credibile oltre l’immagine.
Un regista racconta un ragazzo che ha visto in un video. Un attore racconta un regista. Una drammaturga prova a tenere insieme ciò che accade attraverso la finzione, ma ogni porta aperta ne rivela un’altra. Tutti si stanno guardando. E nel momento in cui guardano, vengono guardati.
FAME torna così alla fine alla domanda da cui è partito: è ancora possibile scrivere una tragedia oggi?
ingresso libero su prenotazione alla email prenotazionisaggi@accademiasilviodamico.it