NOTTUARI

ispirato alle opere di Thomas Ligotti

regia e drammaturgia Fabio Condemi

scene, drammaturgia dell’immagine Fabio Cherstich

musiche originali Paolo Spaccamonti, sound designer Andrea Gianessi

con Carolina Ellero, Julien Lambert, Francesco Pennacchia

La scrittura scenica di Condemi dispiega una raccolta di racconti notturni all’insegna dell’horror e dell’insolito, lasciando emergere la scrittura letteraria di Ligotti, senza darne spettacolo, ma restituendone le incrinature oscure con cui si insinua negli spiragli della fragilità umana per inquietare la realtà.

Su questa traccia, lo sfondo diventa protagonista e i personaggi appaiono figure indistinte, sole e fragili, sulla soglia del sonno, in balia di allucinazioni che stravolgono la loro percezione della realtà e ne demoliscono le impalcature della coscienza, fino a essere condotti faccia a faccia con l’incubo: uno scrittore e studioso, ossessionato dalla figura di Medusa, vive esperienze allucinatorie che lo portano a scoprire il cuore dell’orrore; una bambina perseguitata dagli incubi cerca di annientare i sogni e le illusioni della vita; uno strano dottore conduce disturbanti esperimenti sulla nostra coscienza; in una galleria d’arte desolata si scoprono inquietanti installazioni, video, nastri registrati che ricordano quanto sia fragile la realtà e ancora, culti antinatalisti, incubi labirintici, visioni ipnagogiche e, sullo sfondo, la città desolata e desolante.

Thomas Ligotti è uno dei più significativi e immaginifici scrittori della sua generazione. Nei suoi racconti, spesso brevi, si ritrovano echi della grande letteratura horror, da Shirley Jackson a H.P. Lovecraft, ma anche richiami al cinema espressionista e all’arte contemporanea. Nel suo pessimismo, la scrittura di Ligotti ha in sé degli elementi fortemente vitali, ironici ed esaltanti. Uno di questi è la musica. Nei suoi racconti troviamo nastri, registrazioni, voci udite come in sogno, strane installazioni sonore e rumori di ogni tipo in una sorta di partitura tesa e agghiacciante. Un altro elemento vitale e paradossalmente gioioso della sua scrittura poi è l’orrore: i suoi personaggi sono spesso persone sole e fragili che per un motivo o per l’altro compiono una ricerca che li porterà faccia a faccia con il cuore dell’incubo, ma questa
ricerca, nella sua dimensione tragica, consente loro di sollevare un velo.

durata 80 minuti (senza intervallo)

22 febbraio – 5 marzo febbraio 2023
Teatro India

biglietto a 5,00€

Prenotando alla mail community@teatrodiroma.net

Specificando nell’oggetto studenti e studentesse ANAD