{"id":4610,"date":"2016-11-08T09:14:00","date_gmt":"2016-11-08T09:14:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/tutto-esaurito-il-mese-del-teatro-di-radio3\/"},"modified":"2018-07-18T16:10:15","modified_gmt":"2018-07-18T14:10:15","slug":"tutto-esaurito-il-mese-del-teatro-di-radio3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/tutto-esaurito-il-mese-del-teatro-di-radio3\/","title":{"rendered":"Tutto Esaurito! Il mese del teatro di Radio3"},"content":{"rendered":"<p><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<o:OfficeDocumentSettings>\n<o:RelyOnVML\/>\n<o:AllowPNG\/>\n<\/o:OfficeDocumentSettings>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p><strong><u>Marted\u00ec 1 ore 20.30\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il cane deve stare fuori<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Alan<\/strong> <strong>Bennett <\/strong><\/p>\n<p>interpretato<br \/>\nda Monica Demuru<\/p>\n<p>traduzione<br \/>\nMariagrazia Gini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno dei monologhi scritti dal drammaturgo inglese per un ciclo di brevi sceneggiati televisivi della BBC. Bennett mette in campo umanit\u00e0 smarrite e vite alla deriva, tra vecchiaia, solitudine, sconfitte, ma in alcuni casi, come in questo arriva a descrivere il rapporto fra l\u2019orrore e la quotidianit\u00e0, con la moglie di un serial killer che copre le tracce dei delitti del marito e continua una normale convivenza con lui. Monica Demuru, una delle attrici pi\u00f9 interessanti della scena italiana contemporanea, d\u00e0 voce al personaggio.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Mercoled\u00ec 2 ore 20.30 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il filo dell&#8217;acqua. L\u2019alluvione, le alluvioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Francesco Niccolini<\/strong><\/p>\n<p>con<br \/>\nDimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci<\/p>\n<p>musiche<br \/>\noriginali di Paolo Coletta<\/p>\n<p>regia<br \/>\ndi Roberto Aldorasi e Francesco Niccolini<\/p>\n<p>produzione<br \/>\nArca Azzurra Teatro<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Tre voci per un canto che intreccia poesia, storia e la memoria di chi c\u2019era. E poi la musica, le immagini, le parole di allora, i telegiornali, le opere d\u2019arte, le prime pagine dei giornali, le voci, il pianto, tutto mischiato, vicino e lontano, in quel contraddittorio, spaventoso e al tempo stesso meraviglioso momento in cui tutto quello che \u00e8 normalit\u00e0 e quotidianit\u00e0 salta e diventa straordinario e condiviso. Scandito dal ritmo perenne dell\u2019acqua e della pioggia, il poema prende corpo: in scena due uomini, una donna, e un immenso aggrovigliarsi di oggetti travolti dall&#8217;acqua. Suoni, rumori, immagini, tutto che scorre. Insieme raccontano e restituiscono il ricordo di quei giorni.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Gioved\u00ec 3 ore 22.30<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il calapranzi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Harold Pinter<\/strong><\/p>\n<p>traduzione<br \/>\nElio Nissim<\/p>\n<p>con<br \/>\nTino Buazzelli ed Enzo Tarascio<\/p>\n<p>regia<br \/>\nGiorgio Bandini<\/p>\n<p>prima<br \/>\nmessa in onda 23\/02\/1962<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno dei testi pi\u00f9 noti del grande drammaturgo inglese, in cui prende corpo la sua scrittura fatta di iterazioni, di domande senza risposta, di spirali verbali senza soluzione, qui articolate nel rapporto fra due individui di cui sappiamo poco, e che, durante il corso della commedia comprenderemo essere due killer in attesa di ordini da un capo misterioso e assente. E\u2019 l\u2019occasione per riascoltare un\u2019illustre presenza del teatro italiano, Tino Buazzelli,<br \/>\naffiancato da un altro grande attore, entrambi abilissimi nel rendere il complesso gioco linguistico e il sottile scandaglio umano di Pinter.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Venerd\u00ec 4 ore 20.30<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in<\/strong> <strong>diretta\u00a0 dal Teatro Niccolini di Firenze<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Sotto una gran piova d\u2019acqua. L\u2019alluvione cinquant\u2019anni dopo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Sandro Bennucci<\/strong>, <strong>Marcello Mancini<\/strong> e <strong>Massimo<br \/>\nSandrelli<\/strong><\/p>\n<p>con Fabio<br \/>\nBaronti, Luca Marras, Andrea Nucci, Sabrina Tinalli<\/p>\n<p><strong>In occasione del cinquantenario<br \/>\ndell\u2019alluvione di Firenze<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Alluvione nei ricordi di Piero Bargellini, allora sindaco di Firenze, di Enrico Mattei che dirigeva il quotidiano \u2018La Nazione\u2019 e attraverso il diario mimino di un sedicenne dell\u2019epoca Massimo Sandrelli. I tre racconti compongono una testimonianza e un monito per i meno giovani e per chi visse quelle tragiche giornate non soltanto nell\u2019esperienza diretta ma anche nelle cronache della televisione e dei giornali. Questi racconti si pongono per\u00f2 anche come una<br \/>\ninteressante ricognizione sugli eventi per tutti coloro che non possono avere memoria di quella catastrofe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Sabato 5 ore 20.30<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dalla Sala M di via Asiago, Roma<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Codice nero<\/em><\/strong><\/p>\n<p>scritto<br \/>\ne interpretato da <strong>Riccardo Lanzarone<\/strong><\/p>\n<p>musiche<br \/>\ncomposte ed eseguite da Giorgio Distante<\/p>\n<p>produzione<br \/>\nCantieri Teatrali Koreja<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Autore e interprete di questo lavoro il giovane artista siciliano compone la storia di un ex artificiere siciliano con una grave malattia agli occhi. Il paziente aspetta il suo turno in un ospedale. L\u2019attesa diventa l\u2019anticamera perfetta di uno spazio personale dove rivelare chi si era prima della malattia e supporre come andr\u00e0 a finire. Il tempo di attesa \u00e8 indefinito e informe: il protagonista ci vive dentro in una costante altalena tra presente, passato e futuro. Si ricorda chi era e immagina chi vorr\u00e0 essere.\u00a0Intanto prepara un fuoco d&#8217;artificio che deve esplodere in tempo o forse mai. Cosa hanno in comune la sanit\u00e0 e la polvere da sparo?<\/p>\n<p>Accanto all\u2019attore la tromba di uno dei giovani musicisti pi\u00f9 interessanti del momento, fra jazz e sperimentazione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Domenica 6\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ore 20.30 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La vita ferma. Sguardi sul dolore del ricordo\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p>dramma di pensiero in tre<br \/>\natti scritto e diretto da <strong>Lucia Calamaro<\/strong><\/p>\n<p>con Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua<\/p>\n<p>produzione SardegnaTeatro, Teatro Stabile dell\u2019Umbria<\/p>\n<p>in collaborazione<br \/>\ncon Teatro di Roma, Od\u00e9on \u2013 Th\u00e9\u00e2tre de l\u2019Europe, La Chartreuse &#8211; Centre<br \/>\nnational des \u00e9critures du spectacle e il sostegno di\u00a0 Angelo Mai e PAV<\/p>\n<p><strong>1^ capitolo <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>La Vita Ferma<\/em>\u00a0\u00e8 uno spazio mentale dove si inscena uno squarcio di vita di tre vivi qualunque &#8211; padre, madre, figlia &#8211; , attraverso l\u2019incidente e la perdita. Una riflessione sul problema del dolore-ricordo, sullo strappo irriducibile tra i vivi e i morti. Un dramma di pensiero in tre atti che accoglie, sviluppa e inquadra il problema della complessa, sporadica e sempre piuttosto colpevolizzante, gestione interiore dei defunti. Un toccante spettacolo non sulla morte, ma sul ricordo di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, profondamente reinventato da chi invece vive. E\u2019 l\u2019ultimo lavoro di una scrittrice che \u00e8 senza dubbio una delle voci pi\u00f9 intense e innovative della nuova drammaturgia italiana.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Luned\u00ec 7 ore 22.30 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La vita ferma. Sguardi sul dolore del ricordo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>dramma di pensiero in tre<br \/>\natti scritto e diretto da <strong>Lucia Calamaro<\/strong><\/p>\n<p>con Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua<\/p>\n<p><strong>2^ capitolo<em>\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Marted\u00ec 8 ore 22.30\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La vita ferma. Sguardi sul dolore del ricordo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>dramma di pensiero in tre<br \/>\natti scritto e diretto da <strong>Lucia Calamaro<\/strong><\/p>\n<p>con Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua<\/p>\n<p><strong>3^ capitolo<em>\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Mercoled\u00ec 9 ore 22.30<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Prove d&#8217;autore<\/em><\/strong><em>. <strong>Scene di variet\u00e0<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><em>Diciotto\u00a0scenette di rivista<\/em><\/strong> di <strong>Harold Pinter<\/strong><\/p>\n<p>traduzione<br \/>\nAlessandra Serra, libero adattamento Simone Carella<\/p>\n<p>interpreti<br \/>\ncantanti: Agata Lombardo, Tamara Triani, Vittoria Di Pace, Alessandro Riceci<\/p>\n<p>interpreti<br \/>\nattori: Giada Prandi, Filippo Dionisi, Francesco Siciliano<\/p>\n<p>con<br \/>\nl&#8217;affettuosa e amichevole partecipazione di Roberto Benigni<\/p>\n<p>e<br \/>\ncon\u00a0i musicisti Giorgio Scordino, Salvatore Zampataro, Carlo Cossu, Juan<br \/>\nPablo Simoniello, Giovanni Lo Cascio, Tiziana Picchiarelli<\/p>\n<p>aiuto<br \/>\nregia Anna Antonelli<\/p>\n<p>musiche<br \/>\noriginali di Arturo Annechino<\/p>\n<p>regia<br \/>\ndi Simone Carella<\/p>\n<p>prima<br \/>\nmessa in onda 16\/5\/2003<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcune piccole pi\u00e8ces scritte in giovent\u00f9 da quello che diventer\u00e0 uno degli autori pi\u00f9 importanti della drammaturgia contemporanea. Le rielabora Simone Carella, scomparso nel settembre scorso, regista e animatore della stagione delle cantine romane degli anni Settanta e di quel profondo rinnovamento del teatro di quegli anni. Proprio negli spazi animati da Carella esordiva il giovanissimo Roberto Benigni, che qui si presta al gioco chiudendo la carrellata di scenette.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Gioved\u00ec 10 ore 21.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dalla Sala A di via Asiago, Roma <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Rosso<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di<strong> John Logan <\/strong><\/p>\n<p>traduzione<br \/>\ndi <a href=\"http:\/\/www.elfo.org\/persone\/guests\/matteocolombo.html\">Matteo Colombo<\/a><\/p>\n<p>con<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.elfo.org\/persone\/elfo\/ferdinandobruni.html\">Ferdinando Bruni<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.elfo.org\/persone\/actors\/alejandrobruniocana.html\">Alejandro Bruni Oca\u00f1a<\/a><\/p>\n<p>regia<br \/>\nFrancesco Frongia<\/p>\n<p>produzione<br \/>\nTeatro dell&#8217;Elfo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Rosso<\/em>, inedito in Italia, negli Stati Uniti \u00e8 stato un caso. Premiato con sei Tony Award nel 2010, ha decretato il successo del suo autore, drammaturgo nonch\u00e9 sceneggiatore al fianco dei pi\u00f9 importanti registi americani: da Scorsese a Tim Burton\u00a0 fino a Spielberg, per cui ha scritto <em>Lincoln<\/em>. Il testo s&#8217;ispira alla biografia del pittore americano Mark Rothko, maestro dell&#8217;espressionismo astratto, che alla fine degli anni Cinquanta ottenne la pi\u00f9 importante commissione della storia dell\u2019arte moderna, una serie di dipinti murali per il ristorante Four Season di New York. Ne emerge il ritratto di un uomo ambizioso, egocentrico e vulnerabile, uno dei pi\u00f9 grandi artisti-filosofi del &#8216;900, per il quale &#8220;<em>La pittura \u00e8 quasi interamente pensiero. Metter il colore sulla tela corrisponde al dieci per cento del lavoro. Il resto \u00e8 attesa<\/em>\u201d. Per\u00a0Ferdinando Bruni \u00e8 l\u2019occasione per una prova d\u2019attore a 360 gradi in cui il gesto pittorico e quello teatrale si completano e si confondono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Venerd\u00ec 11 ore 17.05\u00a0 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dal Complesso Monumentale di S.<br \/>\nPietro a Perugia <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gli anni<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di<strong> Annie Ernaux <\/strong><\/p>\n<p>traduzione<br \/>\nLorenzo Flabbi<\/p>\n<p>drammaturgia<br \/>\ne interpretazione di<strong> Sonia Bergamasco<\/strong><\/p>\n<p><strong>nell\u2019ambito di Radioeuropa. Un weekend con<br \/>\nRadio3 a Perugia. Noi e la Francia<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il libro della scrittrice francese ripercorre la storia del suo Paese a partire dal secondo dopoguerra in maniera del tutto originale, mettendo insieme memorie personali, richiami di avvenimenti politici e sociali, canzoni, luoghi, nomi, descrivendo cos\u00ec i tanti cambiamenti avvenuti nelle abitudini comuni e nelle prospettive dell\u2019intera societ\u00e0 della nazione. Sonia Bergamasco ha selezionato due capitoli del libro della Ernaux e li propone all\u2019interno del week end in cui Radio3 si trasferisce a Perugia con molte delle sue trasmissioni, con l\u2019intento di tornare a riflettere su storia e cultura della Francia, ad un anno dai tragici attentati avvenuti nel centro di Parigi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Venerd\u00ec 11 ore 22.30<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Le 5 rose di Jennifer <\/em><\/strong><\/p>\n<p>di<strong> Annibale Ruccello<\/strong><\/p>\n<p>con<br \/>\nEnzo Moscato<\/p>\n<p>regia Antonio Capuano<\/p>\n<p>prima<br \/>\nmessa in onda 05\/09\/1998<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Trent\u2019anni fa perdeva la vita in un tragico incidente Annibale Ruccello, appena trentenne, che ci lasciava un nucleo di opere di grande interesse, costantemente riprese sulle scene italiane. Riprendiamo dai nostri archivi una versione realizzata per la radio in cui l\u2019autore e attore napoletano Enzo Moscato, amico di Ruccello, interpreta uno dei suoi testi pi\u00f9 interessanti, dando voce a tutti i personaggi, entrando cos\u00ec in quel mondo di travestiti circondato da tensioni e paure, e proiettato verso sentimenti e amori vissuti solo con la fantasia.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Sabato 12 ore 17.05<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dal Complesso Monumentale di S.<br \/>\nPietro a Perugia <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Gli anni<\/em><\/strong> di<strong> Annie Ernaux <\/strong><\/p>\n<p>traduzione<br \/>\nLorenzo Flabbi<\/p>\n<p>drammaturgia<br \/>\ne interpretazione di<strong> Sonia Bergamasco<\/strong><\/p>\n<p><strong>nell\u2019ambito di Radioeuropa. Un weekend con<br \/>\nRadio3 a Perugia. Noi e la Francia<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Un altro capitolo tratto dal volume della scrittrice francese che ripercorre la storia della sua nazione mettendo insieme suggestioni private ed eventi collettivi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Sabato 12 ore 22.30 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il Natale di Harry<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Steven Berkoff<\/strong><\/p>\n<p>con<br \/>\nMassimo Wertmuller<\/p>\n<p>musiche<br \/>\ndi Giorgio Battistelli<\/p>\n<p>regia<br \/>\nPier\u2019Alli<\/p>\n<p>prima<br \/>\nmessa in onda 4\/4\/2003<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il Natale, festa della famiglia e degli affetti pi\u00f9 di ogni altra, \u00e8 il momento in cui solitudini e disagi interiori si fanno pi\u00f9 acuti. Steven Berkoff, autore britannico sospeso sempre tra uno sguardo lucido e consapevole fino alla durezza e un\u2019amara ironia, mette in scena un individuo che nei giorni delle festivit\u00e0 natalizie si trova a fare i conti con se stesso e con il mondo che lo circonda, entrando in un vortice di pensieri sempre pi\u00f9 soffocante e senza uscita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Domenica 13 ore 20.30<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Giuseppe Di Donna. Un Monsignore in bicicletta<\/em><\/strong><\/p>\n<p>scritto<br \/>\ne interpretato da <strong>Michele Sinisi<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Nel 1939, dopo gli anni trascorsi da missionario in Madagascar, Giuseppe Di Donna viene nominato Vescovo di Andria, in Puglia, e interpreta il suo ruolo come una vera e propria missione sociale, trovandosi a vivere il periodo difficile del dopoguerra e le lotte feroci tra proprietari terrieri e contadini dell\u2019inizio degli anni Cinquanta. Michele Sinisi, nato nella cittadina pugliese, ha raccolto le memorie di quella vicenda lontana nel tempo, raccontandola in una ricostruzione che mette in campo le tante figure e il complesso sfondo delle vicende sociali di quegli anni.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Luned\u00ec 14 ore 20.10<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Paesaggio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Harold Pinter<\/strong><\/p>\n<p>traduzione<br \/>\nMaria Silvia Codecasa<\/p>\n<p>con<br \/>\nLilla Brignone e Gianni Santuccio<\/p>\n<p>regia<br \/>\nSandro Sequi<\/p>\n<p>Prima<br \/>\nmessa in onda 17.01.1970<\/p>\n<p>Una coppia di grandi attori della scena italiana in un prezioso documento d\u2019archivio. A dirigerli un regista attento e acuto che modella la scrittura di Pinter sui due interpreti di eccezione.<\/p>\n<p>I protagonisti, Duff e Beth, raccontano, in un monologo \u00absimultaneo\u00bb, la vita vissuta insieme. Una commedia che rivela come l&#8217;assenza di dialogo possa diventare il punto d&#8217;incontro di una coppia allo stesso tempo unita e divisa dai sentimenti che condizionano le loro esperienze: due filosofie distinte ma fatalmente legate dallo stesso \u00abpaesaggio\u00bb, dallo stesso percorso.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Marted\u00ec 15 ore 23.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il gioco del panino<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di<strong> Alan Bennett<\/strong><\/p>\n<p>interpretato<br \/>\nda Filippo Dini<\/p>\n<p>traduzione<br \/>\ndi Mariagrazia Gini<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Un altro dei monologhi scritti dal drammaturgo inglese per un ciclo di brevi sceneggiati televisivi della BBC. Il personaggio che si racconta \u00e8 un signore di mezza et\u00e0 con una morbosa attrazione per le bambine. Nella scrittura comunque lieve e sospesa di Bennett non c\u2019\u00e8 nessun tono di autocommiserazione o giustificazione possibile ma non traspare neppure un tono di accusa o di indignazione. La voce \u00e8 quella di uno dei nomi pi\u00f9 interessanti della scena italiana degli ultimi anni, impegnato in lavori di successo sia come attore che\u00a0come regista.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Mercoled\u00ec 16 ore 22.30 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Non ho tempo di badare ai miei killer<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di<br \/>\n<strong>Nino Gennaro<\/strong><\/p>\n<p>uno<br \/>\nspettacolo ideato e diretto da Massimo Verdastro e Giuseppe Cutino<\/p>\n<p>con Massimo<br \/>\nVerdastro e Giuseppe Sangiorgi<\/p>\n<p>consulenza<br \/>\nmusicale Marco Ortolani<\/p>\n<p>produzione<br \/>\nTeatro Biondo Palermo<\/p>\n<p>in<br \/>\ncollaborazione con Compagnia Massimo Verdastro<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Corleonese di nascita e palermitano di adozione, Gennaro e\u0300 sempre stato ai margini, nel senso piu\u0300 crudo e autentico, ed ha sempre rifiutato vetrine e convenzioni. A venti anni dalla sua scomparsa, lo spettacolo, prende il titolo da una frase dello stesso Gennaro, non priva di ironia, coniata durante gli anni della malattia e presente in uno dei suoi ultimi scritti. E\u2019 un\u2019antologia composta da <em>Una divina di<\/em> <em>Palermo<\/em>, che ha rivelato la forza poetica e\u00a0 drammaturgica dello scrittore di Corleone, <em>La via del sexo<\/em>,\u00a0<em>Rosso Liberty<\/em>, ed altri scritti editi e inediti. Brani di diversa natura, che trattano gli argomenti piu\u0300 disparati, con i modi e i registri piu\u0300 diversi, ma con una comune urgenza: \u201cl\u2019urgenza di essere detti\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Gioved\u00ec 17 ore 21.00 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dalla Sala A di via Asiago, Roma <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il ritorno di Casanova<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di\u00a0<strong>Arthur Schnitzler<\/strong><\/p>\n<p>traduzione, adattamento e regia\u00a0Federico Tiezzi<\/p>\n<p>drammaturgia\u00a0Sandro<br \/>\nLombardi\u00a0e\u00a0Fabrizio<br \/>\nSinisi<\/p>\n<p>con\u00a0Sandro<br \/>\nLombardi\u00a0e\u00a0Alessandro<br \/>\nMarini<\/p>\n<p>percussioni\u00a0Omar<br \/>\nCecchi\u00a0e\u00a0Niccol\u00f2<br \/>\nChisci, violoncello\u00a0Dagmar<br \/>\nBathmann<\/p>\n<p>produzione\u00a0Compagnia<br \/>\nLombardi Tiezzi<\/p>\n<p>in collaborazione con\u00a0Conservatorio di<br \/>\nMusica Luigi Cherubini, Firenze e Museo Nazionale del Bargello<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019avventuriero veneziano immaginato all\u2019et\u00e0 53 anni, fra la stanchezza e l\u2019imminente senilit\u00e0 e l\u2019attrazione di nuove seduzioni. E\u2019 uno dei capolavori narrativi di Arthur Schnitzler che con questo racconto del 1918 ci rivela la tragicommedia della coscienza moderna, sganciata dai valori della tradizione, attenta ai propri istinti e ai propri falsi valori, nel tentativo di sfuggire alla vecchiaia e alla morte. Il cuore del testo \u00e8 quindi un freudiano scontro<br \/>\nfra Amore e Morte, segnato dall\u2019angoscia della fine di un\u2019epoca \u201cfelice\u201d. Torna dunque da un\u2019angolazione ancora diversa, l\u2019indagine sul mistero dell\u2019amore, al quale Tiezzi e Lombardi hanno gi\u00e0 dedicato\u00a0<em>Un amore di Swann\u00a0<\/em>di<br \/>\nMarcel Proust, rappresentato con successo nel 2012 e nel 2013, e <em>Non si sa come<\/em>\u00a0di Luigi Pirandello, spettacolo molto apprezzato da pubblico e critica nel corso dell\u2019ultima stagione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Venerd\u00ec 18 ore 21.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dall\u2019Auditorium Rai di Milano in<br \/>\ncollaborazione con Book City <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La<br \/>\nradio tra le righe<\/em><\/strong><\/p>\n<p>brani<br \/>\ndi <strong>Murakami Harumi, Alberto Savinio,<br \/>\nBertolt Brecht, J. R. Moehringer, Frank McCourt, Teju Cole, Eric Torgersen<\/strong><\/p>\n<p>con<br \/>\nElio De Capitani<\/p>\n<p>sonorizzazione Danilo Di Termini<\/p>\n<p>a cura<br \/>\ndi Nicola Pedone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Sabato 19 ore 21.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dalla Sala A di via Asiago, Roma <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Madame Marguerite <\/em><\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Roberto Athayde<\/strong><\/p>\n<p>traduzione<br \/>\nMonica Capuani<\/p>\n<p>con<br \/>\nElisabetta Pozzi<\/p>\n<p>musiche<br \/>\ndi Daniele D\u2019Angelo<\/p>\n<p>regia<br \/>\nSerena Sinigaglia<\/p>\n<p>produzione<br \/>\nATIR<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La signorina Margherita \u00e8 un\u2019insegnante, ma nel delineare questa figura l\u2019autore non pensa soltanto all\u2019istituzione scolastica ma alle mille forme che pu\u00f2 assumere l\u2019autorit\u00e0, alle coercizioni pi\u00f9 sottili, alle strutture educative che non possono non essere impositive e verticali. L\u2019aula di insegnamento rispecchia il potere della famiglia, il potere dello stato sui cittadini e, infine, quello dell&#8217;attore sul pubblico. Non a caso il testo fu scritto da Athayde quando in Brasile governava la dittatura militare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Domenica 20 ore 20.30 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Lo zoo di vetro<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di<strong> Tennessee Williams<\/strong><\/p>\n<p>traduzione Gerardo<br \/>\nGuerrieri<\/p>\n<p>regia Arturo Cirillo<\/p>\n<p>con Milvia<br \/>\nMarigliano, Monica Piseddu, Arturo Cirillo, Edoardo Ribatto<\/p>\n<p>produzione TieffeTeatro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La regia di Cirillo si misura con un classico del teatro del Novecento, mostrando meccanismi familiari sempre attuali e personaggi reali, nell\u2019Italia di oggi come nell\u2019America degli anni \u201840.\u00a0Un \u201cdramma di memoria\u201d, secondo la definizione dello stesso Tennessee Williams, un testo dalla doppia natura: realistico nella descrizione dei rapporti tra i personaggi, ma totalmente onirico rispetto al tempo della vicenda e al tempo della sua rappresentazione. \u201cIl futuro diventa presente, il presente passato, e il passato un eterno rimpianto\u201d si dice nel testo. Al centro della vicenda il fallimento di una famiglia, una madre che vive ancorata al ricordo di una giovinezza dorata, un gruppo di ex-giovani ormai senza pi\u00f9 et\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Luned\u00ec 21 ore 22.30<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Muta Imago<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Fare un fuoco <\/em><\/strong><\/p>\n<p>racconto sonoro tratto da <em>Preparare<br \/>\nun fuoco<\/em> di <strong>Jack London<\/strong><\/p>\n<p>traduzione Davide Sapienza<\/p>\n<p>drammaturgia e voce narrante Riccardo Fazi<\/p>\n<p>musiche originali V.L. Wildpanner<\/p>\n<p>regia Claudia Sorace<\/p>\n<p>produzione Muta Imago<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La compagnia teatrale, che ha acquisito notoriet\u00e0 costruendo spettacoli soprattutto basati sull\u2019immagine, come fa intuire lo stesso nome del gruppo, si cimenta ormai da tempo con il suono, creando operazioni puramente<br \/>\nacustiche, come in questo caso in cui il racconto di London diventa lo spunto per una sottile partitura di intreccio tra parola e sonorit\u00e0. La collocazione di questo lavoro non \u00e8 casuale, Jack London mor\u00ec nella notte tra il 21 e il 22<br \/>\nnovembre di cento anni fa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Marted\u00ec\u00a0 22 ore 21.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dalla Sala A di via Asiago, Roma <\/strong><\/p>\n<p><strong>Serata d\u2019onore <\/strong>per<strong> Massimo De Francovich <\/strong><\/p>\n<p>al<br \/>\npianoforte Alessandro Stella<\/p>\n<p>con la<br \/>\npartecipazione di Manuela Mandracchia, Marta Richeldi, Maximilian Nisi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 divenuta una tradizione del mese del teatro di Radio3 dedicare una serata ad una figura importante del teatro italiano. Cos\u00ec De Francovich attraverser\u00e0, con le sue memorie e con frammenti di alcuni testi, la sua lunga carriera trascorsa accanto ai nomi eccellenti della regia e ad illustri colleghi. Saranno presenti alla serata amici e compagni di scena, in una carrellata che ricomporr\u00e0 per tappe momenti gloriosi della scena italiana e il profilo di quello che si pu\u00f2 definire un vero grande attore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Mercoled\u00ec 23 ore 21.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dalla Sala A di via Asiago, Roma <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Maledetto<br \/>\nnei secoli dei secoli l\u2019amore<\/em><\/strong><\/p>\n<p>un<br \/>\nprogetto teatrale di Valentina Sperl\u00ec e Renata Palminiello<\/p>\n<p>dal<br \/>\nracconto di <strong>Carlo D\u2019Amicis<\/strong><\/p>\n<p>con<br \/>\nValentina Sperl\u00ec<\/p>\n<p>regia<br \/>\nRenata Palminiello<\/p>\n<p>suono<br \/>\nAndrea Giuseppini<\/p>\n<p>produzione<br \/>\nAssociazione Teatrale Pistoiese\/Valzer srl<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un testo di rara intensit\u00e0 che la regista Renata Palminiello ha diretto con maestria per un\u2019attrice sensibile e di forte temperamento come Valentina Sperl\u00ec.<\/p>\n<p>Una storia, un linguaggio ed uno stile che commuovono e divertono, con leggerezza ed ironia, anche attorno ad un tema cos\u00ec delicato come il \u2018fine vita\u2019: Ci si pu\u00f2 assumere la responsabilit\u00e0 della morte di un uomo, dopo aver rifiutato quella della sua esistenza? \u00c8 quanto accade a Lady Mora, la spregiudicata chiromante protagonista del racconto, quando, unica parente rimasta in vita, \u00e8 chiamata a decidere il destino di un cugino entrato in coma. Anni prima, fugg\u00ec il suo amore. Oggi, lo abbandoner\u00e0 di nuovo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Gioved\u00ec\u00a0 24 ore 22.30 <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli Omini<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ci scusiamo per il disagio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di<strong> Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi,<br \/>\nGiulia Zacchini, Luca Zacchini<\/strong><\/p>\n<p>con<br \/>\nFrancesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini<\/p>\n<p>produzione<br \/>\nAssociazione Teatrale Pistoiese<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La giovane formazione ripropone in una versione radiofonica realizzata per l\u2019occasione alcune parti del lungo lavoro di ricerca realizzato incontrando persone che per vari motivi transitano o passano periodi pi\u00f9 lunghi in una stazione ferroviaria. Le voci dei tre attori ripropongono quei frammenti di esistenze, quelle considerazioni elaborate nel corso di vite difficili e spesso trascorse ai margini della societ\u00e0, ma restituendo anche i toni ironici e grotteschi che certe situazioni creano naturalmente. Cos\u00ec come l\u2019altoparlante della stazione emette comunicazioni di servizio insieme a frasi insensate e strampalate.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Venerd\u00ec 25 ore 21.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dalla Sala A di via Asiago, Roma<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Non sono stata finita <\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>poemetto per corpo e voce<br \/>\nispirato ad una storia vera<\/em><br \/>\nscritto, diretto e interpretato da<strong><br \/>\nClara Galante <\/strong><\/p>\n<p>al pianoforte Cinzia Pennesi<\/p>\n<p>produzione Marioletta Bideri<br \/>\nper BIS TREMILA<\/p>\n<p><strong>in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il racconto si collega ad un\u00a0fatto di cronaca accaduto ad una donna, sopravvissuta miracolosamente, dopo essere stata ritrovata da un passante in fin di vita chiusa in una busta di plastica in un cassonetto della spazzatura nella periferia di Macerata nel luglio 2006. Seppur ispirato ad un fatto realmente accaduto il personaggio e la vicenda del testo differiscono in parte da quelli reali. Con il supporto di particelle sonore, voci, suoni, rumori, la\u00a0 parola\u00a0emerge da una trama ritmica di un linguaggio in versi liberi fino a diventare essa stessa\u00a0figura.\u00a0\u201cNon sono stata finita\u201d afferma l\u2019autrice \u201c\u00e8 un inno alla vita, un poemetto, una ballata di un nero luminoso che immagino concertata da tante donne\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Sabato 26 ore 20.30<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Salario <\/em><\/strong><\/p>\n<p>ovvero <em>Storie<br \/>\ndi Italiani e Francesi, di orsi ammaestrati, di arrampicate sugli olmi, di<br \/>\ntrucchi di magia e di America<\/em><\/p>\n<p>di<br \/>\n<strong>Gualtiero Burzi<\/strong> e <strong>Mauro Pescio<\/strong><\/p>\n<p>con Gualtiero Burzi<\/p>\n<p>musiche<br \/>\noriginali Gianni Coscia<\/p>\n<p>regia Mauro Pescio<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Una\u00a0strage di lavoratori italiani avvenuta nel 1893 e oggi dimenticata. Avvenne ad Aigues Mortes, in Francia e, a partire da alcuni contrasti tra lavoratori locali e gli immigrati italiani impegnati nelle saline, si pass\u00f2 ad una campagna di diffamazione nei confronti degli italiani che port\u00f2 ad una feroce azione omicida nei confronti di un gruppo di nostri connazionali. Gli autori ricompongono quelle vicende secondo le linee pi\u00f9 solide del teatro di<br \/>\nnarrazione, intessendo vicende personali e considerazioni pi\u00f9 generali sui temi del lavoro, dello sfruttamento, dell\u2019odio raziale.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Luned\u00ec\u00a0 28 ore 21.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dalla Sala A di via Asiago, Roma<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il giorno che me ne andr\u00f2<\/em><\/strong><\/p>\n<p>scritto e diretto da <strong>Valeria Patera<\/strong><\/p>\n<p>tratto da <em>Al<br \/>\ngiardino ancora non l\u2019ho detto<\/em> di<strong> Pia Pera<\/strong><\/p>\n<p>con <strong>Maria Paiato<\/strong><\/p>\n<p>al<br \/>\nvioloncello Giovanna Famulari<\/p>\n<p>musica<br \/>\noriginale Vache Sharafyan<\/p>\n<p>drammaturgia<br \/>\ndel suono di Dario Arcidiacono<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il libro da cui \u00e8 tratto lo spettacolo raccoglie la commovente autobiografia della scrittrice, traduttrice e autrice di libri e rubriche di giardinaggio Pia Pera. \u201c<em>Un giorno di giugno di qualche anno fa<\/em>\u201d, Pia si era accorta di zoppicare impercettibilmente \u201c<em>poco pi\u00f9 di una disarmonia nel passo<\/em>\u201d. Alla donna era stata diagnosticata, la\u00a0sclerosi laterale multipla. Il suo rigoglioso giardino, suo vanto e specchio della sua anima, non poteva pi\u00f9 essere seguito come aveva fatto fino ad allora. Nel suo piccolo Eden la scrittrice si era accorta con rammarico che anche raccogliere frutta e ortaggi era diventato complicato. E\u2019 su questa sottilissima traccia interiore che si muove l\u2019attrice con la sua consueta finezza interpretativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Marted\u00ec 29 ore<br \/>\n20.30<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ivan and the Dogs<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Hattie Naylor<\/strong><\/p>\n<p>traduzione Monica Capuani<\/p>\n<p>adattamento<br \/>\ne regia Lisa Ferlazzo Natoli<\/p>\n<p>con Milutin Dapcevic<\/p>\n<p>partitura<br \/>\nmusicale Gianluca Ruggeri<\/p>\n<p>produzione<br \/>\nLacasadargilla<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sembra una fiaba crudele dei fratelli Grimm. Invece s\u2019ispira a una storia vera, accaduta a Mosca negli anni violenti e poverissimi di Boris Eltsin. Ivan ha undici anni e racconta una storia successa sette anni prima, quando aveva<br \/>\nquattro anni, ma la racconta come se stesse accadendo ora. Estraneo in casa propria, Ivan scappa, indossa il suo cappotto pi\u00f9 pesante, i guanti di lana, s\u2019infila in tasca due pacchetti di patatine ed esce per le strade. La percezione del mondo \u2018fuori\u2019 \u00e8 acuta e scarna, scandita dalla fame e dall\u2019inverno. In giro solo estranei e bugiardi, dall\u2019ostile donna del chiosco, ai barboni, agli ubriachi, ai poliziotti, ai bombzi (i senza tetto con nessuno al mondo), ai ragazzini che sniffano colla\u2026 Ivan preferisce allora vivere in compagnia dei cani, impara ad abbaiare, a ringhiare, a ululare, divide con loro il cibo e dorme nelle loro tane. \u00c8 l\u2019unico modo che trova per sopravvivere alle strade di Mosca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Mercoled\u00ec 30 ore 21.00<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>in diretta dallo Studio di Luigi Pirandello a<br \/>\nRoma <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Non domandarmi di me, Marta mia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Katia Ippaso<\/strong><\/p>\n<p>dal<br \/>\ncarteggio fra Luigi Pirandello e Marta Abba<\/p>\n<p>con<br \/>\nSara Bertel\u00e0 e Enzo Vetrano<\/p>\n<p>regia<br \/>\nStefano Randisi e Enzo Vetrano<\/p>\n<p>produzione<br \/>\nCooperativa CMC\/ Nidodiragno<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo studio in cui Pirandello visse gli ultimi anni della sua vita e nel quale spir\u00f2 \u00e8 in via Bosio a Roma, ed \u00e8 un luogo poco conosciuto agli stessi abitanti della citt\u00e0. Sar\u00e0 da qui che verr\u00e0 trasmessa la serata di chiusura del mese del<br \/>\nteatro di Radio3, facendo rivivere la voce di Marta Abba attraverso le sue lettere, lette da Sara Bertel\u00e0, mentre le risposte del drammaturgo saranno affidate alla voce registrata di Enzo Vetrano che alegger\u00e0 negli spazi dell\u2019appartamento. Un percorso parallelo di tensioni sentimentali e di considerazioni artistiche, di dolorose esperienze di vita quotidiana sul palcoscenico. Un omaggio al grande scrittore alla vigilia del centocinquantesimo anniversario della nascita, che verr\u00e0 celebrato il prossimo anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>programma dal 1 al  30 novembre 2016<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[],"class_list":["post-4610","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dal-mondo-dello-spettacolo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4610","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4610"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4610\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12046,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4610\/revisions\/12046"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}