{"id":4561,"date":"2013-10-24T15:01:00","date_gmt":"2013-10-24T15:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/adriana-asti-al-piccolo-eliseo-la-voce-umana-il-bellindifferente\/"},"modified":"2018-07-18T16:23:44","modified_gmt":"2018-07-18T14:23:44","slug":"adriana-asti-al-piccolo-eliseo-la-voce-umana-il-bellindifferente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/adriana-asti-al-piccolo-eliseo-la-voce-umana-il-bellindifferente\/","title":{"rendered":"Adriana Asti al Piccolo Eliseo &#8211; La voce umana &#8211; Il bellindifferente"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\">\n<p><strong>PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI<\/strong><\/p>\n<p>29 ottobre | 3 novembre 2013<\/p>\n<p><strong>ADRIANA ASTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>IN<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA VOCE UMANA<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL BELL&#8217;INDIFFERENTE<\/strong><\/p>\n<p>di Jean Cocteau<\/p>\n<p>traduzione Ren\u00e9 de Ceccatty<\/p>\n<p>con Mauro Conte<\/p>\n<p>regia Beno\u00eet Jacquot<\/p>\n<p>scene Roberto Plate<\/p>\n<p>costumi Nicoletta Ercole e Christian Gasc<\/p>\n<p>luci Jacques Rouveyrollis<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">un progetto di Spoleto56 Festival dei 2Mondi<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">coproduzione Spoleto56 Festival dei 2Mondi,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Mittelfest<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo il grande successo di Giorni felici &#8211; di Samuel Beckett con la regia di Robert Wilson &#8211; al Teatro Valle di Roma nel 2010, torna a Roma, al Piccolo Eliseo Patroni Griffi, Adriana Asti, indiscussa protagonista del teatro e del cinema, con una prova d\u2019attrice dedicata a Jean Cocteau. Con la prestigiosa messa in scena di Beno\u00eet Jacquot, grande regista del cinema francese che per la prima volta si misura con le tavole del palcoscenico.<\/p>\n<p><strong>La voce umana<\/strong><\/p>\n<p>Una donna al telefono, nella sua camera da letto, aggrappata alla flebile voce dell\u2019uomo che l\u2019ha lasciata per un\u2019altra. Il celebre atto unico &#8211; un intenso monologo della protagonista &#8211; ripercorre drammaticamente la parabola dell\u2019amore finito.<\/p>\n<p><strong>Il bell\u2019indifferente<\/strong><\/p>\n<p>Scritto per Edith Piaf, un altro celebre monologo femminile sulla fine di un amore. Alla presenza di una muta e indifferente figura maschile. &#8220;Le due pi\u00e8ce si susseguono, prima La voce umana, poi Il bell\u2019indifferente. Nessun intervallo, appena il tempo di modificare a vista la scena. L\u2019attrice scender\u00e0 dal palcoscenico, assister\u00e0 al cambio degli arredi da una poltrona della prima fila, risalir\u00e0 non appena pronta la scena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ne la voce umana un pavimento inclinato mostra l\u2019angolo di una camera. I muri del teatro con le loro porte, scale, estintori restano visibili nell\u2019oscurit\u00e0. L\u2019attrice, a piedi nudi, non potr\u00e0 che salire o scendere sulla pendenza del pavimento. Un letto, una lampada con abat-jour, una poltroncina, un altro lume con abat-jour, un telefono a filo.<\/p>\n<p>Cocteau: &#8220;\u2026 una camera, un personaggio, l\u2019amore, e l\u2019accessorio banale delle camere moderne, il telefono \u2026 (l\u2019autore) vorrebbe che l\u2019attrice desse l\u2019impressione di sanguinare, di perdere il suo sangue come una bestia azzoppata, per terminare l\u2019atto in una camera piena di sangue&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ne il bell\u2019indifferente si dispongono in altro modo gli stessi arredi, sullo stesso pavimento inclinato, collocando alcuni elementi di scena, porte, finestre e mantenendo visibili i muri del teatro. Si passa da un giorno che finisce a una notte rischiarata dai neon dell\u2019esterno urbano.<\/p>\n<p>Le due pi\u00e8ce, presentate di seguito, compongono la prova di una sola attrice ed esprimono la stessa denuncia di una donna sola. Voil\u00e0.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Beno\u00eet Jacquot<\/strong><\/p>\n<p>Due tipi di solitudine. La voce umana, spesso considerato l\u2019espressione della passione femminile per un uomo infedele, va letto e quindi recitato con una certa autoironia. Infatti, quando Cocteau scrisse nel \u201830 questo monologo, s\u2019ispir\u00f2 a un fatto personale. Innamorato di un giovane poeta, per il quale nel \u201928 aveva firmato la prefazione di J\u2019adore, aveva trasfigurato quell\u2019amore infelice nella disperazione telefonica di una donna. Un giorno, il poeta surrealista Paul Eluard, che assisteva alle \u00abprove\u00bb assieme al regista russo Sergej Ejzenstejn, protest\u00f2 rumorosamente: \u00abBasta! Basta! E\u2019 a Desbordes che lei sta telefonando!\u00bb.<\/p>\n<p>In qualche modo, attraverso il personaggio femminile, Cocteau aveva messo se stesso sul palcoscenico e la propria disperazione. Jean Desbordes morir\u00e0 il 16 luglio del \u201944, torturato dai tedeschi e rifiutando di dare i nomi dei suoi compagni francesi della Resistenza. Morir\u00e0 eroicamente. Non era un uomo frivolo.<\/p>\n<p>Molto diverso Il bell\u2019indifferente, scritto nel \u201940 per Edith Piaf e il suo compagno di quell\u2019epoca, l\u2019attore Paul Meurisse (celebre per il suo modo molto distaccato di recitare, appunto quasi indifferente). Lo stile \u00e8 pi\u00f9 gergale, meno \u00abborghese\u00bb, meno compassionevole. Con un tono pi\u00f9 spiritoso e scherzoso. Si sente un\u2019altra voce, insieme pi\u00f9 brutale e pi\u00f9 sfumata. L\u2019uomo questa volta \u00e8 presente, ma muto. Mentre il primo era assente, o almeno astratto, nel mitico telefono. Comunque in entrambi i casi, la donna \u00e8 sola. Ma la sua solitudine non \u00e8 la stessa.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Ren\u00e9 de Ceccatty<\/strong><\/p>\n<p>Beno\u00eet Jacquot \u00e8 sicuramente uno dei registi cinematografici francesi pi\u00f9 raffinati.<\/p>\n<p>Dalla sua collaborazione con Marguerite Duras, quando verso la met\u00e0 degli anni sessanta inizi\u00f2 la sua carriera nel cinema, ad oggi ha girato ventitre film che lo hanno reso noto al pubblico sia europeo che americano.<\/p>\n<p>Il suo cinema \u00e8 in Europa molto pi\u00f9 conosciuto nei paesi della Mitteleuropa e dell\u2019Est che non in Italia dove puntualmente rimbalzano notizie dei suoi successi, come quello di Les Adieux \u00e0 la reine dell\u2019anno scorso al Festival di Berlino. Questa messinscena teatrale \u00e8 una prima assoluta per lui sulle tavole del palcoscenico ed \u00e8 dedicata alla grande Adriana Asti.<\/p>\n<p>Se Beno\u00eet Jacquot non ha bisogno di presentazioni, non \u00e8 Adriana Asti ad averne bisogno, perch\u00e8 \u00e8 senza ombra di dubbio una delle pi\u00f9 grandi attrici italiane.<\/p>\n<p>Sarebbe pura retorica rievocativa perdersi in citazioni attraversando l\u2019enorme numero di ruoli da lei magistralmente interpretati, ma mi pare interessante sottolinearne, oltre all\u2019immenso talento, la raffinata intellettualit\u00e0 che appartiene ad una Roma coltissima, ormai dissolta nel passato. A quella Roma di Natalia Ginzburg, di Moravia, di Pasolini e di Elsa Morante che lei assiduamente frequent\u00f2, assimilandone profondamente l\u2019essenza poetica.<\/p>\n<p>Forse non tutti sanno che Adriana Asti \u00e8 molto conosciuta e amata in Francia, dove ha spesso recitato in lingua francese e questo rende la collaborazione Asti-Jacquot eccezionalmente naturale.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 certo che l\u2019opera di Jean Cocteau former\u00e0 con questi due artisti un triangolo perfetto e che la sua Voce umana e il suo Il bell\u2019indifferente ritroveranno ora pi\u00f9 che mai la voglia di parlarci con inaudita intensit\u00e0 e con poetica cattiveria della nostra vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IlFestival dei due Mondi di Spoleto e Il Teatro Metastasio Stabile della Toscana hanno unito le forze per varare questa nuovissima scintillante produzione, che dopo il debutto al Festival avr\u00e0 una lunga tourn\u00e9e nazionale e internazionale. Paolo Magelli Direttore Artistico Teatro Metastasio Stabile della Toscana<\/p>\n<p><strong>BENO\u00ceT JACQUOT<\/strong><\/p>\n<p>Beno\u00eet Jacquot debutta nel 1965 come assistente alla regia. Fra il 1970 e il 1976 si occupa della realizzazione di documentari e nel 1975 dirige il suo primo film, ispirato ad un racconto di F. Dosto\u00efesvski, L\u2019Assassin musicien. Dopo Les Enfants du placard (1976), gira Les Ailes de la colombe (Storia di donne, 1981) tratto dal romanzo di Henry James, e interpretato da Isabelle Huppert, Dominique Sanda e Michele Placido; poi \u00e8 la volta di Corps et biens, un giallo adattato dal romanzo Tendre femelle di James Gunn, e di Les Mendiants, basato sul romanzo di Louis-Ren\u00e9 Desfor\u00eats (1986). Con La D\u00e9senchant\u00e9e (1989), interpretato da Judith Godr\u00e8che, si allontana dal cinema d\u2019autore. La Fille seule (1995), con Virginie Ledoyen, viene elogiato dalla stampa internazionale. Le Septi\u00e8me ciel (1997) con Sandrine Kiberlain e Vincent Lindon \u00e8 il suo primo grande successo di pubblico. Nel 1998 ritrova Isabelle Huppert per l\u2019adattamento di un romanzo di Y. Mishima, L\u2019\u00e9cole de la chair, presentato al Festival di Cannes. Nel 1999 dirige Fabrice Lucchini, Vincent Lindon e Isabelle Huppert in Pas de scandale. Segue un periodo piuttosto prolifico, scandito dalla regia di film \u2018in costume\u2019: La Fausse Suivante (2000) di Marivaux, con Isabelle Huppert, Sandrine Kikerlain e Mathieu Amalric, Sade (2000) con Daniel Auteuil, Tosca (2001) con Angela Georghiu e Roberto Alagna e Adolphe (2002) con Isabelle Adjani e Stanislas Merhar. Nel 2003 gira Princesse Marie con Catherine Deneuve e Heinz Bennent, e nel 2006 Gaspard le bandit, con Jean Hughes Anglade e Natacha R\u00e9gnier. La figura femminile &#8211; centrale del cinema di Beno\u00eet Jacquot &#8211; viene nuovamente celebrata in \u00c0 tout de suite (2004), in L\u2019intouchable (2006) con Isild Le Besco, in Villa Amalia (2008) con Isabelle Huppert. Nel 2012 adatta Les faux-Monnayeurs dal romanzo di Andr\u00e9 Gide per un film interpretato da Melvil Poupaud, e gira Au fond des bois con Isild Le Besco. La sua opera pi\u00f9 recente, che ha inaugurato il Festival di Berlino 2012, \u00e8 Les Adieux \u00e0 la Reine, tratta da un romanzo di Chantal Thomas, con Lea Seydoux, Diane Kruger e Virgine Ledoyen. Beno\u00eet Jacquot \u00e8 inoltre un autore televisivo: ha realizzato documentari su Jacques Lacan, Alfred Deller, Merce Cunningham, Marguerite Duras. Per il piccolo schermo ha adattato numerosi spettacoli teatrali: Voyage au bout de la nuit di Louis-Ferdinand C\u00e9line e L\u2019\u00e9tonnant voyageur, entrambi interpretati da Fabrice Lucchini, La b\u00eate dans la Jungle tratto da un romanzo di Henry James (con Delphine Seyrig e Sami Frey), Dans la solitude des champs de coton di Bernard-Marie Kolt\u00e8s, Il faut qu\u2019une porte soit ouverte ou ferm\u00e9e di Alfred de Musset, La Place Royale tratto da Pierre Corneille. Nel 2004 mette in scena Werther di Massenet alla Royal Opera House di Covent Garden con Marcelo Alvarez nel ruolo protagonista. La stessa produzione \u00e8 andata in scena all\u2019Op\u00e9ra Bastille nel gennaio 2011, con Jonas Kauffman nel ruolo di Werther. Nel 2014 metter\u00e0 in scena La Traviata all\u2019Op\u00e9ra Bastille.<\/p>\n<p><strong>ADRIANA ASTI<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso della sua carriera teatrale \u00e8 stata diretta, tra gli altri, da Strehler, Visconti, Ronconi, Harold Pinter, Susan Sontag, Alfredo Arias interpretando con riconosciuta maestria grandi personaggi del teatro classico e moderno. Ha ispirato autori come la Ginzburg, Siciliano, Patroni Griffi, Cesare Musatti e Franca Valeri, che hanno creato per lei indimenticabili protagoniste per le nostre scene. Da molti anni recita anche in lingua francese ed \u00e8 riuscita a far conoscere, con grande successo, alcune delle sue eroine, sui palcoscenici di Parigi. Ha scritto due commedie, Caro Professore e Alcool, rappresentate per pi\u00f9 di 200 repliche, e due romanzi pubblicati in Francia, Rue Ferou e Se souvenir et oublier. Ha partecipato ad oltre 60 film diretta, tra gli altri, da Visconti, De Sica, Pasolini, Bertolucci, Bolognini, Brass, Giordana, Techin\u00e9 e Bunuel. Stramilano, nostalgia in musica della sua citt\u00e0, e Ja das Meer ist blau, poemi e canzoni di Brecht e Weill, spettacoli da lei ideati, la vedono nella sua nuova veste di cantante. Per le sue interpretazioni ha ottenuto il Premio Ennio Flaiano, tre Maschere d\u2019oro, quattro Nastri d\u2019argento, il David di Donatello, la Grolla d\u2019oro, il Premio De Sica e il Ciak d\u2019oro. Dal 2004 \u00e8 Grande Ufficiale della Repubblica Italiana. Nel 2009 Robert Wilson l\u2019ha diretta in Giorni Felici di Samuel Beckett. Nel 2011 \u00e8 stata insignita del titolo di Chevalier dans l\u2019Ordre des Arts et de Lettres.<\/p>\n<p><strong>MAURO CONTE<\/strong><\/p>\n<p>Mauro Conte esordisce come attore teatrale nel 2007. Tra i suoi spettacoli: Mercury Fur con la regia di Carlo Emilio Lerici, Il caso Braibanti, diretto da Giuseppe Marini e L\u2019Uomo della Sabbia, regia Luca De Bei. Nel 2007 partecipa al programma televisivo &#8220;Decameron&#8221; di Daniele Luttazzi. Dal 2010 interpreta Mercuzio nel Romeo e Giulietta di Giuseppe Marini, giunto al suo terzo anno di repliche. Sempre nel 2010 viene scelto dal regista francese Andr\u00e9 T\u00e9chin\u00e9 come coprotagonista di Impardonnables (presentato al Festival di Cannes 2011- sezione Quinzaine des Realizateurs) al fianco di Andr\u00e9 Dussollier, Carole Bouquet e Adriana Asti. Nel 2010 \u00e8 tra i vincitori del premio Oscar dei Giovani. Nel 2012 partecipa al cortometraggio Fratelli Minori di Carmen Giardina (con Paolo Sassanelli ed Alessio Vassallo) ed \u00e8 nel cast de I sogni delle ragazze di Mirca Viola. Nel 2013 viene scelto ancora una volta da Andr\u00e9 T\u00e9chin\u00e9 per far parte del cast de L\u2019homme qui l\u2019on aimait trop, al fianco di Catherine Deneuve.<\/p>\n<p><strong>ROBERTO PLAT\u00c9 <\/strong><\/p>\n<p>Artista, pittore e scenografo, Roberto Plat\u00e9 \u00e8 nato a Buenos Aires nel 1940. Influenzato dal nonno paterno, disegnatore e pittore di talento, acquisisce ben presto la consapevolezza di quanto il disegno costituisca mezzo privilegiato di espressione. Studia all\u2019Accademia di Belle Arti di Monaco attratto anche dal movimento della scuola Bauhaus e al ritorno in patria entra a far parte dell\u2019avanguardia artistica argentina. Nel 1966 con una dozzina di artisti, fra i quali Alfredo Arias, forma il gruppo TSE (Th\u00e9\u00e2tre Sans Explication). Il collettivo artistico emigrer\u00e0 poi a Parigi quando la censura del regime militare mette fine al periodo di libert\u00e0 di cui il movimento d\u2019avanguardia aveva goduto fino ad allora. Alcune delle sue creazioni hanno provocato scalpore per l\u2019audacia del suo stile fino ad aprirgli poi, pi\u00f9 tardi, le porte del successo. Terminata negli anni \u201970 la collaborazione con il collettivo artistico TSE, Plat\u00e9 si apre ad altri generi, al teatro e all\u2019opera. Espone le sue installazioni e opere di pittura a Parigi, e regolarmente anche nei musei e gallerie d\u2019arte di Buenos Aires. Ha ricevuto numerosi premi per le sue opere e nella sua lunga carriera ha allestito le scenografie di moltissimi spettacoli nei pi\u00f9 prestigiosi teatri francesi, europei, argentini e negli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>NICOLETTA ERCOLE <\/strong><\/p>\n<p>Costumista di cinema, teatro, televisione, ha collaborato con molti registi italiani e internazionali, fra i quali, Marco Ferreri, Bolognini, Visconti, Benigni, Tornatore, Margarete Von Trotta, Vanzina, Pieraccioni, Nuti, James Cameron, Richard Loncrain, Julie Taymor, Francis Ford Coppola. Ha curato i costumi di pi\u00f9 di 130 film per il cinema, la televisione e di diversi spettacoli teatrali con Polansky, Barbareschi, Giorgio Ferrara e molti altri. Nel settore della moda ha collaborato con stilisti come Pier Luigi Tric\u00f2, Renato Balestra, Valentino, Laura Biagiotti, Trussardi. \u00c8 stata consulente per Bulgari, per il Gruppo Tod\u2019s e per Cinecitt\u00e0 Holding. Ha curato l\u2019organizzazione dei festeggiamenti per i 70 Anni di Cinecitt\u00e0. \u00c8 stata nominata come miglior costumista a tre Nastri d\u2019Argento, tre David di Donatello, un Emmy Awards e un Oscar con Milena Canonero. Attualmente \u00e8 Consigliere per gli Eventi Speciali, Relazioni Esterne e Progetto Mecenati del Festival dei Due Mondi di Spoleto.<\/p>\n<p><strong>CHRISTIAN GASC <\/strong><\/p>\n<p>Creatore di costumi per il cinema, il teatro e l\u2019opera. Ha realizzato i costumi per pi\u00f9 di 55 film, 19 opere e 35 pi\u00e8ce teatrali. Ha ricevuto un C\u00e9sar per Le bossu di Philippe de Broca, per Ridicule di Patrice Leconte e per Madame Butterfly di Fr\u00e9d\u00e9ric Mitterrand. Ha vinto un Moli\u00e9re per Il ventaglio di Lady Windermere di Oscar Wilde, al th\u00e9\u00e2tre du Palais-Royal. Tra le sue creazioni pi\u00f9 conosciute, i costumi di: Le donne del 6\u00b0 piano, Farewell, My Queen e I tempi che cambiano, Les Adieux \u00e0 la Reine, Chocolat.<\/p>\n<p><strong>DANIELE NANNUZZI<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Roma nel 1949, inizia a lavorare nel 1966 come assistente di suo padre nel film Incompreso di Luigi Comencini. Nel 1972 gira il primo film da operatore alla macchina, Appassionata, prodotto da Tonino Cervi. Affianca grandi direttori della fotografia e nel 1976 firma fotografia e regia della seconda unit\u00e0 di Ges\u00f9 di Nazareth di F. Zeffirelli, con cui collaborer\u00e0 per Il giovane Toscanini e Toscana, nei due film-opera Cavalleria Rusticana e Pagliacci, vincitori di due Emmy Award, e nel recentissimo Omaggio a Roma. Ha collaborato con registi come Lizzani, Brass, Jodorowski, Bondarciuck, Cervi, Bolognini, London, i fratelli Frazzi, Oldoini, Negrin, fino al magico incontro con Monteleone, regista di El Alamein; il film ottiene il David di Donatello, il Globo d\u2019Oro, il Premio Gianni di Venanzo, la candidatura al Nastro d\u2019Argento 2003. Nel 2004 firma la fotografia di Empire, una saga sulla Antica Roma prodotta dalla Touchstone e dalla Disney. A fianco di Boris Eifman realizza a San Pietroburgo la versione filmica dei balletti Anna Karenina e Onegin. Nel 2012 Giorgio Ferrara gli affida l\u2019ideazione delle luci per Madama Butterfly al Teatro dell\u2019Opera di Roma e per l\u2019opera The Turn of the Screw di B. Britten al Festival di Spoleto. Con il Regista Iraniano Babak Payami ha appena terminato di girare in Canada il film Manhattan Undying.<\/p>\n<p><strong>JACQUES ROUVEYROLLIS<\/strong><\/p>\n<p>Jacques Rouveyrollis firma la sua prima &#8220;ideazione luci&#8221; con Les Jelly Roll. Dopo una collaborazione con Michel Polnareff diversifica la sua opera creando sia per gli spettacoli dal vivo che per i grandi eventi. Da Joe Dassin a Barbara, da Johnny Hallyday a Charles Aznavour, da Serge Gainsbourg a Michel Sardou, sono moltissimi gli artisti e i produttori che fanno appello alla magia di ombre e luci che \u00e8 in grado di realizzare. In teatro debutta nel 1983 grazie all\u2019incontro con Jean-Luc Tardieu che fa appello al suo talento per Cocteau Marais, al quale succedono centinaia di pi\u00e8ce in collaborazione con importanti registi. Vince due Moli\u00e8re per le luci di \u00c0 tort ou \u00e0 raison e per La boutique au coin de la rue. Crea le luci per molte opere e balletti prestigiosi. La sua opera si diffonde inoltre in tutti i continenti illuminando le vie e i maggiori luoghi di richiamo delle pi\u00f9 belle citt\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p><strong>ORARI E PREZZI<\/strong><\/p>\n<p>marted\u00ec, gioved\u00ec, venerd\u00ec e sabato ore 20.45<\/p>\n<p>mercoled\u00ec, domenica ore 17.00<\/p>\n<p>Posto unico: Intero 20 euro &#8211; Ridotto 17<\/p>\n<p>sto 20 \u20ac 17 \u20ac 15 \u20ac 11 \u20ac<\/p>\n<p><strong>Maya Amenduni<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ufficio Stampa Teatro Eliseo<\/strong><\/p>\n<p>+39 3928157943<\/p>\n<p>06 48872238<\/p>\n<p><strong><em>mayaamenduni@gmail.com<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>uffstampa@teatroeliseo.it<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>www.teatroeliseo.it<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Jean Cocteau, traduzione Ren\u00e9 de Ceccatty, con Mauro Conte,regia Beno\u00eet Jacquot &#8211; Teatro Eliseo dal 29 ottobre al 3 novembre 2013<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4562,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[],"class_list":["post-4561","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dal-mondo-dello-spettacolo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4561","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4561"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4561\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12052,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4561\/revisions\/12052"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4562"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4561"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4561"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4561"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}