{"id":22637,"date":"2024-02-06T10:18:31","date_gmt":"2024-02-06T09:18:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/?p=22637"},"modified":"2024-02-06T10:20:45","modified_gmt":"2024-02-06T09:20:45","slug":"otello-regia-di-andrea-baracco-in-scena-al-teatro-quirino-di-roma-dal-6-all11-febbraio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/otello-regia-di-andrea-baracco-in-scena-al-teatro-quirino-di-roma-dal-6-all11-febbraio\/","title":{"rendered":"OTELLO Regia di Andrea Baracco in scena al Teatro Quirino di Roma dal 6 all&#8217;11 febbraio"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>OTELLO<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\">da\u00a0<strong>William Shakespeare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">regia di\u00a0<strong>ANDREA BARACCO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">con<br \/>\n<strong>Valentina Acca<\/strong>,\u00a0<strong>Flaminia Cuzzoli<\/strong>,\u00a0<strong>Francesca Farcomeni<\/strong>,\u00a0<strong>Federica Fracassi<\/strong>,\u00a0<strong>Federica Fresco<\/strong>,\u00a0<strong>Ilaria Genatiempo<\/strong>,\u00a0<strong>Viola Marietti<\/strong>,\u00a0<strong>Cristiana Tramparulo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">scene\u00a0<strong>Marta Crisolini Malatesta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">costumi\u00a0<strong>Graziella Pepe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">luci\u00a0<strong>Simone De Angelis<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">musiche\u00a0<strong>Giacomo Vezzani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">traduzione e drammaturgia di\u00a0<strong>Letizia Russo<\/strong><\/p>\n<p>Con Otello, Shakespeare ha consegnato alla letteratura occidentale uno dei suoi personaggi piu\u0300 archetipici: Iago. E, attraverso di lui, una riflessione spietata, eppure carica di pietas, sulle debolezze umane e sull\u2019imprevedibile capacita\u0300 che abbiamo di generare il male e di accoglierlo come insospettabile parte di noi stessi. La potenza del triangolo Otello-Iago-Desdemona sta nella corsa verso la distruzione di se\u0301 e degli altri, in un gioco che trasforma l\u2019immaginazione in realt\u00e0\u0300 e la realt\u00e0 in immaginazione.<\/p>\n<p>Io non sono ci\u00f2 che sono, dichiara Iago nella prima scena del primo atto. Questa definizione che da\u0300 di se\u0301 non cessa di essere vera se applicata anche agli altri protagonisti della tragedia. Cosa siamo, noi esseri umani, se non materia instabile, che le circostanze possono spingere alle scelte pi\u00f9 estreme, alle scoperte interiori pi\u00f9 inattese, e ai gesti pi\u00f9 feroci?<\/p>\n<p>La tragedia del Moro di Venezia affonda le proprie radici nella linea d\u2019ombra su cui ognuno di noi cammina come un funambolo in cerca di equilibrio, nella speranza, ma senza la certezza, di non cadere mai.<\/p>\n<p><strong>NOTE DI REGIA<\/strong><\/p>\n<p><em>Il testo di Otello, con le sue domande abissali sull\u2019ambiguit\u00e0 della natura e delle relazioni umane, mi accompagna da molti anni. Esiste, poi, nel testo, un altro tema per me cruciale: la riflessione sulla profonda affinit\u00e0 tra ci\u00f2 che e\u0300 teatro e ci\u00f2 che e\u0300 vita. Caso e realt\u00e0 sono le due forze che muovono la storia, gli elementi che Iago, raffinato improvvisatore, combina e manipola per realizzare il suo sogno di perdente radicale, di anima votata alla rovina dentro e fuori di s\u00e9. Iago conosce il proprio desiderio oscuro, ma costruisce solo nel tempo, e improvvisando, i dettagli del proprio piano, trasformando scena dopo scena un\u2019oscura volont\u00e0 in una concreta e collettiva discesa agli inferi. Il suo agire e\u0300 quello dell\u2019autore che plasma i propri personaggi, e\u0300 quello del regista che crea l\u2019universo in cui farli vivere (e morire), e\u0300 quello dell\u2019attore che conosce l\u2019altro da se\u0301 perch\u00e9 non teme di conoscere se stesso. Accanto a lui, Otello e Desdemona, complici involontari del suo disegno, e vittime di un caso che li mette crudelmente di fronte alla verit\u00e0 su se stessi. Confrontarsi con Otello nel contemporaneo, poi, significa anche scegliere se fondare la propria riflessione sugli aspetti sociali e di dibattito pubblico che il testo genera nei nostri tempi, o affrontarlo cercandone i principi poetici pi\u00f9 profondi, le domande pi\u00f9 universali. Per l\u2019amore che ho per questo testo, sento la responsabilit\u00e0\u0300 di restituirlo al pubblico come squarcio sull\u2019umano e sulle sue contraddizioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Da queste considerazioni, ho immaginato a fondazione del progetto un principio di ribaltamento del canone shakespeariano: un cast esclusivamente femminile. Non si tratta di una scelta estetica. Ma poetica: \u00e8 un inganno, per liberare lo sguardo del pubblico dai pregiudizi sulla storia e i suoi temi, e lasciarsi attraversare dalla terribile consapevolezza che chiunque di noi pu\u00f2, un giorno, trovarsi a giocare il ruolo della vittima o del carnefice, se volont\u00e0, fragilit\u00e0 e caso si trovano allineati come astri di una costellazione<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Andrea Baracco<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE DI DRAMMATURGIA<\/strong><\/p>\n<p><em>Mai come nell\u2019Otello di Shakespeare il principio per cui la parola non e\u0300 pura descrizione della realt\u00e0, ma strumento di creazione della realt\u00e0 stessa, si fa vivo e evidente.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni destino, in questa tragedia, si compie attraverso la parola. Desdemona si innamora dei racconti di Otello sul proprio passato. Otello conosce il mostro dagli occhi verdi grazie alle parole di Iago. Iago sottomette tutti, anche se stesso, alle proprie parole inventate o soltanto insinuate, fino a ridursi al silenzio. Per questo progetto, il lavoro della drammaturgia sar\u00e0 stratificato: inizier\u00e0 con una nuova traduzione dell\u2019originale shakespeariano, per restituirne la possibilit\u00e0 di dialogare col presente. Poi, diventer\u00e0 ricerca di una lingua diversificata e specifica: bassa, insinuante, pericolosa quella di Iago; in precipitosa trasformazione e frammentazione quella di Otello; concreta e cristallina quella di Desdemona; vivida e sintetica quella di ognuno degli altri personaggi.<\/em><\/p>\n<p><em>Come fosse materia organica, la lingua sar\u00e0 accadimento e spazio, universo in trasformazione. Un\u2019isola in cui i destini degli esseri umani mostrano il volto terribile del Fato.<\/em><\/p>\n<p><strong>Letizia Russo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per maggiori informazioni <\/strong><a href=\"https:\/\/www.teatroquirino.it\/eventi\/otello-shakespeare-2024-02-06\/\"><strong>Otello \u2013 Teatro Quirino<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OTELLO da\u00a0William Shakespeare regia di\u00a0ANDREA BARACCO con Valentina Acca,\u00a0Flaminia Cuzzoli,\u00a0Francesca Farcomeni,\u00a0Federica Fracassi,\u00a0Federica Fresco,\u00a0Ilaria Genatiempo,\u00a0Viola Marietti,\u00a0Cristiana Tramparulo scene\u00a0Marta Crisolini Malatesta costumi\u00a0Graziella&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":22638,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[50,82],"tags":[],"class_list":["post-22637","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dal-mondo-dello-spettacolo","category-spettacoli","course_type-recitazione","course_type-regia","course_type-critica-giornalistica","course_type-drammaturgia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22637","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22637"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22637\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22641,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22637\/revisions\/22641"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22638"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22637"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22637"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22637"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}