{"id":20955,"date":"2023-02-07T09:28:39","date_gmt":"2023-02-07T08:28:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/?p=20955"},"modified":"2023-02-07T09:28:39","modified_gmt":"2023-02-07T08:28:39","slug":"la-storia-di-elsa-morante-regia-cabra-con-francesco-sferrazza-papa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/la-storia-di-elsa-morante-regia-cabra-con-francesco-sferrazza-papa\/","title":{"rendered":"LA STORIA di Elsa Morante &#8211; regia Cabra, con Francesco Sferrazza Papa"},"content":{"rendered":"<div class=\"elementor-element elementor-element-75f1dae2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"75f1dae2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n<h3 style=\"text-align: center;\"><b>Uno scandalo che dura da diecimila anni<\/b><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>liberamente ispirato a <em>La storia<\/em> di Elsa Morante, edito in Italia da Giulio Einaudi Editore<\/strong><br \/>\n<strong>By arrangement with The Italian Literary Agency<\/strong><\/p>\n<p>drammaturgia <strong>Marco Archetti<\/strong><br \/>\nregia <strong>Fausto Cabra<\/strong><br \/>\ncon <strong>Franca Penone<\/strong>, <strong>Alberto Onofriett<\/strong>i, <strong>Francesco Sferrazza Papa<\/strong><br \/>\nscene e costumi <strong>Roberta Monopoli<\/strong><br \/>\ndrammaturgia del suono <strong>Mimosa Campironi<\/strong><br \/>\nluci <strong>Gianluca Breda<\/strong>, <strong>Giacomo Brambilla<\/strong><br \/>\nvideo <strong>Giulio Cavallini<\/strong><br \/>\nregista assistente <strong>Silvia Quarantini<\/strong><br \/>\nconsulenza movimenti scenici <strong>Marco Angelilli<\/strong><br \/>\nproduzione <strong>Centro Teatrale Bresciano<\/strong>, <strong>La Fabbrica dell\u2019Attore-teatro Vascello<\/strong><br \/>\nDurata 1 h e 50\u2019<\/p>\n<p><strong>Dall&#8217;8 al 19 febbraio<\/strong><br \/>\nDal marted\u00ec al venerd\u00ec h 21 \u2013 sabato h 19 \u2013 domenica h 17 &#8211;<\/p>\n<p><strong>La Storia<\/strong> e\u0300 stato spesso tacciato di essere un romanzo cupo, negativo, persino disperato nella sua denuncia dello <em>scandalo che dura da diecimila anni<\/em>. A ben vedere questo capolavoro e\u0300 invece un\u2019opera straordinariamente vitale e commovente, venata anche di comicit\u00e0\u0300 e leggerezza, della \u201cvita nonostante tutto\u201d. La storia e\u0300 infatti innervata di una potente sotto-trama che si pu\u00f2\u0300 sintetizzare con le parole del giovane Nino: \u201c<em>Loro nun lo sanno, a ma\u0300, quant\u2019e\u0300 bella la vita<\/em>\u201d. Da queste riflessioni e da un profondo comune amore verso il romanzo scaturisce il sodalizio artistico che vede Fausto Cabra, attore e regista tra i pi\u00f9\u0300 talentuosi del teatro italiano, scrivere a quattro mani con Marco Archetti una drammaturgia liberamente ispirata all\u2019opera morantiana, e dirigere tre attori di grandissima bravura \u2013 Franca Penone, Francesco Sferrazza Papa e Alberto Onofrietti \u2013 in un progetto che vuole attraversare e riscoprire la vicenda di Ida, Nino e del piccolo Useppe. Lo spettacolo non ha alcuna pretesa di sostituirsi o esaurire l\u2019immensa ricchezza del romanzo; vorrebbe invece \u2013 con delicatezza ed umilt\u00e0\u0300 \u2013 mettersi in ascolto assieme agli spettatori delle molteplici meraviglie che quest\u2019opera custodisce, suddividendo la sua complessa e umanissima materia in due parti, una \u201c<em>in tempo di guerra<\/em>\u201d e una \u201c<em>in tempo di pace<\/em>\u201d. Per provare a tracciare le coordinate di un\u2019opera necessaria nel suo rivelare le forze motrici e distruttrici delle cose, e immensamente coraggiosa nel celebrare la vita quando racconta la morte, e la morte quando racconta la vita.<\/p>\n<p><strong>Note di regia<\/strong><br \/>\nLa Storia \u00e8 quella narrazione collettiva che si scrive sulla carne degli ultimi. Una grande <strong>Macchina Artificiale<\/strong> determinata dagli uomini \u2013 ma allo stesso tempo <em>sovra<\/em>-umana e <em>dis<\/em>-umana \u2013 di cui gli uomini hanno perso il controllo, facendola assurgere a surrogato del Fato o del Destino.<br \/>\nLe penne della Storia scrivono implacabilmente e senza sosta, determinando il corso delle piccole <em>storie<\/em> dalla \u201cs\u201d minuscola, fragili traiettorie di quella brulicante umanit\u00e0 che si agita ai suoi piedi. La Storia ne indirizza il corso e, spesso, ne stritola la sostanza viva tra i suoi spietati ingranaggi.<br \/>\nDa questa dialettica nasce il nostro spettacolo, che usa come assi generatori proprio la <strong>Scrittura<\/strong>, da un lato, e la <strong>Lettura<\/strong>, dall\u2019altro. La Storia scrive, si, con le sue penne meccaniche sulla carne viva degli ultimi, ma scrive anche Elsa Morante la piccola storia di Nino, Useppe e Ida. E, in scena, una donna di oggi, rileggendo il romanzo \u2013 capolavoro assoluto del \u2018900 europeo \u2013 ricrea nella mente il suo personale attraversamento di quelle vicende. Questo nostro spettacolo non ha l\u2019ambizione di sostituirsi all\u2019esperienza del libro, anzi: sar\u00e0 veramente riuscito se accender\u00e0 il desiderio di tornare al libro. Il nostro lavoro, infatti, non pu\u00f2 che offrirsi, onestamente, come uno dei mille viaggi possibili all\u2019interno di questo inesauribile scrigno di umanit\u00e0. Cos\u00ec, nello spettacolo, il romanzo stesso \u00e8 protagonista, perch\u00e9 abbiamo voluto portare in scena proprio l\u2019esperienza di una mente che legge. Abbiamo cio\u00e8 provato a rendere tridimensionale la lettura, con la sua libert\u00e0 e coesistenza di piani e punti di vista, con l\u2019agilit\u00e0 di cambi spaziali e temporali. Insomma, abbiamo cercato di tradurre nel linguaggio del teatro ci\u00f2 che ci accade nel confronto con la letteratura.<br \/>\nL\u2019altra via d\u2019accesso che abbiamo utilizzato nell\u2019allestimento vuole mettere a contatto <strong>una dimensione estremamente macchinosa e razionale<\/strong> con <strong>l\u2019immensa umanit\u00e0 e fragilit\u00e0<\/strong> delle creature raccontate dalla Morante. In questo senso, lo spettacolo vuole anche essere un omaggio a due Maestri della scena italiana: <strong>Luca Ronconi<\/strong> con le sue lucide architetture e vivisezioni analitiche, e <strong>Carlo Cecchi<\/strong> con la sua caotica e turbinosa umanit\u00e0 imbevuta di <em>qui e ora<\/em>.<br \/>\nAbbiamo voluto dunque che la Macchina Teatrale fosse esplicitata e ben riconoscibile. Il complesso disegno luci e il progetto sonoro danno vita a un <strong>impianto scenico che diventa vero co-protagonista<\/strong>, perch\u00e9 la grande Storia \u00e8 un enorme marchingegno artificiale, contemporaneamente scritto e sub\u00ecto dagli uomini, deus ex machina auto-proclamato che fa di noi ci\u00f2 che vuole. Salvo poi essere continuamente relativizzato \u2013 quasi ridicolizzato \u2013 da una Sfera Naturale ad esso ancora superiore, un colossale involucro vivente fatto di piante, animali e meccaniche celesti tanto immani da far impallidire la misera Storia degli Uomini.<br \/>\nIl romanzo di Elsa Morante rivela questo <strong>paradossale gioco di scatole cinesi<\/strong>: le piccole storie degli individui sono contenute nella Grande Storia che tutti formiamo stando insieme; ed essa a sua volta \u00e8 contenuta nella Grande Sfera Naturale, Atemporale e Universale. E tutto ci\u00f2 \u00e8 ri-contenuto in un bimbetto di nome Useppe, finito in quanto infinito, infinitesimale in quanto divino, vittima in quanto supremo creatore. Un \u201cessere minimo\u201d che sente e comprende il linguaggio misterico di uccellini, cani, gatti, alberi, radure e cicli solari.<br \/>\nAl romanzo, scomodo ieri come oggi, si \u00e8 rimproverato di non dare risposte. Non ci sono ideologie che possano indicare una via. Non c\u2019\u00e8 speranza di sciogliere l\u2019enigma tra violenza e amore. Non c\u2019\u00e8 modo sicuro per distinguere davvero il carnefice dalla vittima. L\u2019oscuro \u00e8 mischiato continuamente con il luminoso, e la vita \u00e8 celebrata proprio nel momento in cui pi\u00f9 ci si immerge nella sua fine. Questa suprema contraddizione \u00e8 il grande \u201c<em>scandalo<\/em>\u201d che Morante svela implacabile. ln questo noi riconosciamo il supremo valore politico di questo testo, che ci pone continuamente davanti alla complessit\u00e0 del reale. Non c\u2019\u00e8 semplificazione possibile. Sembra dire: ecco la Storia nuda per quello che \u00e8. Non c\u2019\u00e8 l\u2019auspicata \u201cfine della Storia\u201d, non ci sono vie d\u2019uscita, n\u00e9 personali, n\u00e9 tanto meno collettive. L\u2019unica salvezza possibile \u2013 vien da pensare leggendo \u2013 \u00e8 proprio quella commozione, quella cruda <em>com<\/em>-passione che lo stesso romanzo genera nel lettore. Un seme di umanit\u00e0? Un sentimento primario, mai compiaciuto, che rivela \u2013 nonostante l\u2019orrore \u2013 l\u2019amore per la Vita stessa e per questa bistrattata umanit\u00e0.<br \/>\n\u201c<em>Loro nun lo sanno, a Ma\u2019, quant\u2019\u00e8 bella la vita<\/em>\u201c. Questo seme di comunione che il romanzo pianta in noi non so cosa sia, ma probabilmente \u00e8 un fiore, e non un\u2019erbaccia.<\/p>\n<p>Fausto Cabra<\/p>\n<\/div>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"CxkoqV1bMH\"><p><a href=\"https:\/\/www.teatrovascello.it\/2022\/06\/10\/la-storia\/\">LA STORIA<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;LA STORIA&#8221; &#8212; Teatro Vascello\" src=\"https:\/\/www.teatrovascello.it\/2022\/06\/10\/la-storia\/embed\/#?secret=ILXGW7EJ2X#?secret=CxkoqV1bMH\" data-secret=\"CxkoqV1bMH\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h5><strong>PROMOZIONE ALLIEVI ACCADEMIA 10\u20ac<\/strong><\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno scandalo che dura da diecimila anni liberamente ispirato a La storia di Elsa Morante, edito in Italia da Giulio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":20956,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[50,68,82],"tags":[],"class_list":["post-20955","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dal-mondo-dello-spettacolo","category-promozioni","category-spettacoli","course_type-recitazione","course_type-regia","course_type-critica-giornalistica","course_type-drammaturgia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20955","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20955"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20955\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20957,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20955\/revisions\/20957"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20956"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20955"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20955"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiasilviodamico.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20955"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}