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Il suono sospeso. Omaggio a Luciano Berio e Luigi Nono

Auditorium Parco della Musica - Sala Petrassi. 20 ottobre 2013, ore 21:00

Fondazione Musica per Roma in coproduzione con Accademia Nazionale di Santa Cecilia
in collaborazione con Fondazione Romaeuropa Festival e Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico


Il Suono Sospeso. Avanguardia e sperimentalismo negli anni '60
Omaggio a Luciano Berio e Luigi NonoProgramma
Luigi Nono
A Floresta é jovem e cheja de vida (1965)
Luciano Berio
Laborintus II (1965)

Un evento di gruppo 63 63X50


interpreti
Angelo Guglielmi
voce recitante
Artisti del Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Allievi diplomati dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico
Viviana Altieri
Ottavia Bianchi
Antonella Civale
Ilaria Genatiempo
Francesco Moraca
Lorenzo Profita
Alessandro Scaretti
Andrea Sorrentino

PMCE  Parco della Musica Contemporanea Ensemble

Manuel Zurria flauto
Paolo Ravaglia, Luca Cipriano, Francesco Bonafè clarinetti
Andrea Di Mario, Giancarlo Ciminelli trombe
Enzo Turriziani, Luigino Leonardi, Roberto Pecorelli tromboni
Nino Errera, Pietro Pompei percussioni
Lucia Bova, Cinzia Maurizio arpe
Francesco Sorrentino, Danilo Squitieri violoncelli
Massimo Ceccarelli contrabbasso
Tonino Battista direttore

Massimiliano Farau
direzione degli attori
Alvise Vidolin regia del suono
Luca Richelli assistente alla regia del suono


"L´avanguardia agita una poetica, rinunciando per amor suo alle opere, e produce piuttosto manifesti, mentre lo sperimentalismo produce l´opera e solo da essa estrae o permette poi che si estragga una poetica. Lo sperimentalismo tende a una provocazione interna al circuito dell´intertestualità, l´avanguardia a una provocazione esterna, nel corpo sociale."
Il progetto de Il Suono Sospeso parte proprio da questa famosa definizione di sperimentalismo e avanguardismo nell'ambito della cultura degli anni sessanta di Angelo Guglielmi (eccezionalmente in scena per l'opera di Berio )  ripresa da Umberto Eco. Accostare due personaggi come Luciano Berio e Luigi Nono, innovatori per la cultura musicale europea del XX secolo, con l'ascolto (e la visione) di due lavori fondamentali del 1965 entrambi legati alle poetiche del Gruppo 63 (Sanguineti per Berio, Balestrini per Nono) offrirà al pubblico romano la possibilità di capire la passione sperimentalista che caratterizza l'estetica di Berio e l'ardore avanguardista dell'impegno politico di Nono.
Laborintus II tra i capolavori assoluti del Maestro ligure è un lavoro di "ricerca fonica estrema", così creato grazie all'utilizzo della musica concreta, popolare e free jazz. Perché "a volte le parole isolate e le frasi devono essere considerate come entità autonome, altre volte invece vanno ascoltate come parte della struttura sonora concepita come un tutto" (Luciano Berio).
A floresta é jovem e cheja de vida concepita tra il '65 e il '66, di rara e difficile esecuzione riflette l'esperienza della partecipazione sociale alle lotte di liberazione anti-imperialistica di quegli anni: "Vogliono incendiare la foresta e farci uscire allo scoperto, ma non possono distruggerla perché la foresta è giovane e piena di vita" un testamento di quella poetica illuminata dall'impegno politico che ha caratterizzato la vita di Luigi Nono.

Maggiori informazioni http://www.auditorium.com/eventi/5612558


 

 

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