Durante gli anni universitari inizia la professione giornalistica nelle radio e TV locali toscane, entrando ne Il Tirreno nel 1985, dove, per otto anni, lavora nelle redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia. Nel 1990 approda a la Repubblica, dove si è occupata di cronaca e politica interna.
 
Nel 2001 ha pubblicato Non lavate questo sangue, diario dei fatti del G8 di Genova, e un racconto per la rivista letteraria di Adelphi. Nel 2006 ha pubblicato per Arnoldo Mondadori Editore Una madre lo sa, tra i finalisti l’anno successivo del Premio Bancarella.
 
Nel luglio 2008 è al centro di una polemica: la rivista Prima Comunicazione rende note le anticipazioni di una sua intervista in cui ammette di aver accettato la proposta del neo editore de l’Unità, Renato Soru, di diventare direttrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci; nella stessa intervista espone le linee guida della sua direzione. La notizia suscita clamore in redazione: il comitato di redazione protesta contro la via dell’«annuncio del cambio di direttore attraverso intervista». Il 22 agosto 2008 viene ufficializzata la nomina a direttore de l’Unità, prima donna a ricoprire tale incarico, che ha svolto fino al 7 luglio 2011, quando fa ritorno a la Repubblica.
 
Il 25 aprile 2010 è stata insignita del Premio Renato Benedetto Fabrizi. L’anno successivo pubblica il saggio Così è la vita. Dal 23 settembre 2013 al 27 maggio 2016 conduce su Rai 3 il programma di letteratura e cultura Pane quotidiano.
 
Nel settembre 2018 debutta come conduttrice radiofonica con il programma Cactus, basta poca acqua su Radio Capital.
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